TgCom: Vanessa Incontrada senza freni: “La tv italiana è maschilista”

La presentatrice Vanessa Incontrada

Vanessa Incontrada durante un’intervista al settimanale A - riportata da TgCom – ha raccontato il suo parere riguardo la televisione italiana e lo ha fatto senza peli sulla lingua. La showgirl e presentatrice, volto storico di Zelig (dove è stata sostituita da Paola Cortellesi), ha le idee molto chiare: “La tv italiana è maschilista“.

La riflessione di Vanessa Incontrada è partita dall’ormai leggendaria farfallina di Belen, ma si è snodata attraverso un’analisi – nemmeno troppo superficiale – di comportamenti, modalità e dettagli che coinvolgono presentatori da una parte e vallette dall’altra. Secondo la conduttrice spagnola il problema sta nel fatto di considerare la bellezza e la sensualità come dimensioni slegate dalla componente intellettuale: “La showgirl deve anche pensare, parlare, esprimere una qualche capacità. La sensualità ha tante facce. Se così non succede, sa che messaggio passa nella testa dei telespettatori? Che la bella figa è scema o puttana. Non è vero“.

La colpa principale è dei presentatori maschi, i quali non vogliono avere al loro fianco donne capace di ricoprire un ruolo diverso da quello della sorridente e compiacente valletta. Il motivo? Una sorta di maschilismo ancora ben radicato e la paura di farsi rubare la scena da una donna: “Gli uomini conduttori, tranne Panariello (di cui è stata ospite), sono molto egocentrici, preferiscono avere accanto partner femminili senza polso, che non mettano in discussione il loro primato“.

Vanessa Incontrada

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Nel corso dell’intervista Vanessa Incontrata ha espresso un desiderio: che in tv si vedano finalmente donne molto belle e allo stesso tempo intelligenti. Perché, rassicura, di donne in gamba ce ne sono – Serena Dandini, Geppi Cucciari, Luciana Letizzetto – ma quello che è necessario è sfatare il mito della bellona scema o puttana: “Io devo ancora vedere in tv una bella gnocca che sfrutti il suo cervello“. E infine ha rivelato: “Questo sistema televisivo è riuscito a farmi vivere la mia bellezza come un peccato e non un dono”.

Senza dubbio Vanessa Incontrada ha ragione. L’analisi è lucida, certo, ma manca di un elemento che forse la presentatrice ha reputato sottintendere. Il problema, in verità, è ancora più a monte. La televisione è semplicemente lo specchio della società, e se la società italiana è maschilista allora non può che esserlo anche la sua televisione. E’ necessario, dunque, agire nella sede d’origine del problema.

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