Quello di ieri sera è stato un viaggio tra il business del cosiddetto oro nero, quello su cui sembra reggersi tutta la nostra economia globale e capitalista: Gli Intoccabili di Gianluigi Nuzzi, in onda ieri su La7, ci ha mostrato quali e quante sono le ragioni del continuo aumento della benzina e dei derivati del petrolio in genere. Un tema che ha molto a che fare con il territorio italiano. Basti pensare alla chiusura della raffineria Tamoil a Cremona, ormai diventata un colosso dismesso, o al giacimento petrolifero in terra ferma più grande d’Europa, quello della Basilicata, che genera in indotto petrolifero dal valore di 7 milioni al giorno, eppure sembra ancora poco remunerativo in termini di pil regionale e reddito pro-capite per i cittadini. La causa? Una gestione politica manchevole, su cui si avanzano fondati sopetti di clientelismo e corruzione.
E allora perchè non pensare ad un sistema alternativo di mobilità che ci faccia uscire una volta per tutte dalla logica di stretta dipendenza dal petrolio? Se ne è discusso con il giornalista Mario Tozzi, ospite in studio da Nuzzi: i dati sul cosiddetto “ricatto della benzina” sono imressionanti. Ogni cittadino italiano spende in media 200 mila euro nell’arco della vita per mantenere la propria autovettura, tra spese di carburante, tasse e altre incombenze. Una cifra stratosferica se si considera che il nostro è il paese europeo con più autoveicoli immatricolati (37 milioni circa): la dipendenza dal petrolio è dunque un fatto culturale prima ancora che economico. Perchè non pensare dunque ad un modello di sviluppo diverso e più sostenibile?
Ad esempio, il fenomeno del car sharing: un sistema di condivisione delle automobili tra privati per gli spostamenti in città. Oppure, un potenziamento del trasporto pubblico e una imposizione restrittiva sul traffico in città. A Milano la giunta del neo-sindaco Giuliano Pisapia ci sta provando. Da pochi mesi nella capitale del nord è stato introdotto il pedaggio per l’ingresso nel centro della città: è la cosiddetta Area C, dove C sta per “Congestione“, un progetto per ridurre il traffico nel centro di Milano. Lo ha spiegato l’assessore al Bilancio del Comune Bruno Tabacci: ad oggi siregistra un dato confortante, -30% di veicoli in circolazione, e una incoraggiante ricaduta del progetto sul trasporto pubblico locale, che ha registrato un incremento del 9% sugli abbonamenti. La previsione di incasso per il Comune di Milano è di circa 30 milioni di euro: un bel gruzzolo per l’ente indebitato e una piccola grande rivoluzione per la circolazione cittadina. E se tutte le grandi città seguissero l’esempio?
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