Stasera alle 21,05, come sempre su Rai Tre, il consueto appuntamento con Ballarò. La prima puntata del 2012 ha fatto segnare indici d’ascolto elevatissimi: ben 4,7 milioni di telespettatori e uno share pari al 17,55%. Il programma è stato il secondo più visto della serata di martedì. Da quest’anno la trasmissione condotta da Giovanni Floris (nella foto) è anche la più seguita tra i talk show politici, con cifre nettamente superiori a quelle di Porta a Porta, Matrix, Servizio Pubblico, Piazzapulita, ecc.
La puntata di oggi sarà dedicata in particolar modo al declassamento appena subito dal nostro paese. E’ l’anticamera della bancarotta? Ciò che è certo è che la situazione italiana resta drammatica. Mario Monti ha più volte detto che non ci saranno più aumenti delle tasse e delle imposte, ma sono in molti a sostenere che non sarà così e che presto serviranno altre manovre per aggiustare i conti. Anche perché da quando si è insediato il nuovo governo, lo spread non è calato più di tanto, ma è rimasto stabilire intorno ai 5 punti percentuali. Siamo non lontani dal differenziale tra btp e bund tedeschi quando a guidare il paese era Berlusconi. Tradotto: i nostri titoli decennali rendono intorno al 7% e, stando così le cose, il debito pubblico rischia di espandersi ancora e velocemente.
Stasera Floris intervisterà David Riley, responsabile del rating sul debito sovrano dell’agenzia Fitch. Fra gli altri ospiti di Ballarò ci sono il sottosegretario all’economia Gianfranco Polillo (ormai onnipresente sulla tv italiana); l’economista Lucrezia Reichlin già direttore generale alla ricerca della Banca Centrale Europea; il presidente di Confimprese Mario Resca; l’ex ministro dell’Interno, Roberto Maroni, della Lega Nord; l’assessore del comune di Milano Bruno Tabacci (Alleanza per l’Italia); il giornalista Paolo Mieli; il presidente della Ipsos Nando Pagnoncelli. Al centro del programma, oltre al rating, ci sono le mosse immediate del premier. E poi ancora: l’inflazione alle stelle, la disoccupazione elevatissima (specie fra i giovani e le donne), la pressione fiscale e le liberalizzazioni che tanto stanno facendo arrabbiare le categorie interessate: tassisti su tutti. In apertura, come sempre, la copertina satirica di Maurizio Crozza.
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Vorrei porre queste domande,
perchè i negozi della grande distribuzione facenti capo a multinazionali non pagano le tasse in Italia?
perchè vendono i loro prodotti senza emissione di scontrino fiscale?
non è concorrenza sleale nei confronti dei grandi gruppi nazionali?
danilo