Maurizio Crozza (in foto, ndr) si conferma ancora una volta il re della satira in tv: in attesa che tornino sul piccolo schermo Sabina Guzzanti e Serena Dandini con la sua squadra, è certamente Italialand, lo spettacolo teatrale trasmesso in diretta ogni venerdì da La7, il migliore show satirico della televisione generalista. E la puntata di ieri ne è l’ennesima dimostrazione (Italialand è il secondo programma più visto dopo I migliori anni, con 2.817.000 telespettatori e uno share all’11,04%): un Maurizio Crozza in piena forma passa con leggerezza dal monologo sull’evasione fiscale all’imitazione del Santo Padre. Sì proprio lui, Papa Ratzinger: per Crozza non è la prima imitazione (vi si era cimentato già nel 2009 in Crozza Italia, nonché in alcune copertine di Ballarò, ndr), ma questa volta i problemi che affliggono il Vaticano sono più pressanti del solito. Lo sketch, per stessa ammissione di Crozza, sostituisce quello ormai classico del Presidente Napolitano: questa settimana è mancato qualche spunto di attualità, e quindi perché non rispolverare l’imitazione di Benedetto XVI?
Attorniato dalle guardie svizzere, il Papa-Crozza è alle prese con la questione spinosa dell’Ici: “Non possiamo dire che la Chiesa in Italia è prima casa?”. Peccato che con la nuova manovra “Salva Italia” l’Ici torni anche sulla prima casa, e dunque: “Vabbè se proprio la dobbiamo pagare quest’Ici la paghiamo”. Ma quando gli si ricorda che la tassa ammonta a qualcosa come 800 milioni di euro, il Papa cerca qualche escamotage per uscirne: “Lo Ior è impegnato a salvare il San Raffaele”. E non poteva mancare un pensiero del Santo Padre alle vicende giudiziarie di Don Verzè (il Fondatore dell’Istituto San Raffaele di Milano indagato per bancarotta, ndr): ed ecco il pezzo forte della serata, la storia del prete-manager diventa una canzone. Sulle note di Don Raffaè di Fabrizio de Andrè, il Papa canta così: “Quello è un prete vestito di nero, ha un nome famoso che fa Don Verzè. Quello sa come fare gli affari sta al San Raffaele dal ’63. E al centesimo appalto truccato, si è comprato una aereo privato, una cupola sull’ospedale costata milioni mi chiedo perché. (…) Ah don Luigi Verzè, quello in carcere non ci va, circondato da tutta la cricca, la Lombardia ricca lo proteggerà”.
E non sono mancati i grandi classici: un Marchionne con lo slang americano e l’ossessione della Fiom, alle prese con la crisi del mercato dell’auto (“Le auto elettriche? E chi le sa fare! Ci abbiamo provato con un filo lunghissimo, ma nelle rotatorie diventa complicato”), il Montezemolo leader dell’Italia dei carini e Marzullo che si lancia in un’inedita intervista a tre con Rotondi, la Ravetto e la Serracchiani. La puntata si chiude con gli inverosimili misteri di Kazzenger e la parodia di Roberto Giacobbo, l’improbabile, secondo Crozza, vicedirettore di Rai2. E per i nostalgici, la serata è continuata all’insegna della satira d’annata, con le migliori performance di Crozza Italia e Crozza Alive, per tre ore di pura satira e ilarità.
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L’ho visto ieri! Troppo forte Crozza che fa il Papa e pure Marchionne è un’imitazione davvero riuscita. Aspetto di vedere cosa farà la Dandini su La7!
“Ah don Luigi Verzè, quello in carcere non ci va, circondato da tutta la cricca, la Lombardia ricca lo proteggerà”….ehhh quanto è vero!!! bravissimo Crozza, il nuovo programma è anche meglio di quelli precedenti!
Gent.mo Crozza
Due Parole sul processo e sulla sentenza riguardo
gli assassini del bambino Santino Di Matteo
rapito, tenuto prigioniero e toturato per oltre 700 giorni
poi sciolto nell’acido.
Non è possibila che nessun telegiornale ne abbia parlato !
grazie se vorrà dire una parola che riunisca in un unico pensiero,
per un solo attimo
le coscienze delle persone di buona volotà.
Grazie
Giovanni