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Roberta Bruzzone: la criminologa è diventata una “star”

Scritto da , il 18 Novembre, 2010 , in Personaggi Tv

text-align: justify”>Vi ricordate la bella bionda che, nell’edizione di “Buona Domenica” di Maurizio Costanzo, conduceva la celeberrima “macchina della verità“, sottoponendovi i cosidetti vip? Quella che non sorrideva mai, che sembrava sempre arrabbiata e che, quando dava i risultati del test, diceva frasi complicate come “i soggetti testati hanno avuto un atteggiamento totalmente menzognero” oppure “ha cercato di creare una cortina fumogena. Difficile da dimenticare una così: tanto bella quanto antipatica. Roberta Bruzzone in quell’edizione di “Buona Domenica”, in verità, stava muovendo i suoi primi passi nel mondo dello spettaccolo. Costanzo è stato il suo pigmalione mentre il programma domenicale ha dato inizio alla sua “gavetta”. Un paio d’anni dopo la Bruzzone, assieme alla sua “macchina”, si è rivista nel reality gameLa Talpa 3di Paola Perego, dove sottoponeva i concorrenti alla prova della verità.

Ma come vi dicevo quelli erano solo i primi passi. La grande visibilità l’ha ottenuta alla conduzione di due programmi sulla pay tv: “La scena del criminesul canale 877 di Sky e “Donne mortalisu Discovery Real Time. Se fino a quel momento pensavamo che la Bruzzone fosse in tv solo per il suo bel faccino, lo sguardo magnetico e le labbra rifatte, ci sbagliavamo di grosso. Ci è voluto qualche anno per scoprire che non è solo conduttrice di “macchine della verità” e di programmi televisivi. Sul suo curriculum si legge che: Roberta Bruzzone è psicologa e criminologa, specializzata in Psicologia e Psicopatologia forense, perfezionata in Scienze forensi, esperta in Psicologia investigativa, Analisi della scena del crimine, Crininalistica e Criminal profiling. Ma non è tutto. Si è formata negli Stati Uniti e tra le svariate attività che svolge è consulente tecnico di Telefono Rosa, membro del comitato scientifico della Polizia Postale e  docente presso gli Istituti di Formazione della Polizia di Stato e le Università. La bella criminologa è, inoltre, consulente scientifico di diversi programmi che trattano tematiche relative a fatti criminali ed è anche co-autrice di numerose pubblicazioni scientifiche.

Ma il grande successo televisivo è arrivato il 7 ottobre scorso. E’ il giorno del ritrovamento del cadavere della piccola Sarah: il giorno che ha sconvolto l’Italia, che ha distrutto la vita della famiglia Scazzi e cambiato quella dei Misseri. Il delitto della povera Sarah che, per lunghe settimane ha mandato in tilt l’intero palinsesto, ha portato alla ribalta televisiva molte, moltissime persone. Proprio così. Mentre da quel giorno la signora Concetta Serrano Spagnolo, mamma di Sarah, spariva dalle telecamere, qualcun’altro si insediava con insistenza nella scena. Sto parlando di avvocati, giornalisti, opinionisti e criminologi che da professionisti sono diventati vere e proprie “star mediatiche”. A proposito del ruolo di primo piano dei criminologi nei palinsesti televisivi, il giornalista Aldo Grasso scrive “per alcuni di loro la tv è diventata un’ottima vetrina per dare lustro alla loro attività, a scapito forse di ogni deontologia professionale”.

La più chiacchierata è senza dubbio lei, la criminologa Roberta Bruzzone, che ha oscurato i colleghi Francesco Bruno e Massimo Picozzi. Solo un mese fa, la criminologa più affascinante della tv definiva lo zio di Sarah “pedofilo e assassino” e di lui diceva “sono certa che emergeranno elementi inquietanti sulla sua vita”. Qualche giorno dopo, grazie alla sua notorietà, è stata “promossaconsulente di parte proprio per la difesa di Misseri. Una promozione da fare invidia ai colleghi, un’occasione a cui la Bruzzone non poteva rinunciare e “costata” decine di ospitate.  Ora la “voltagabbana del crimine” descrive il suo cliente così “una persona con un legame solidissimo con la sua famiglia e che per questo ha risentito molto sul piano emotivo di tutto quello che è successo”.

Il giornalista del Corriere della Sera, Aldo Grasso, sulla protagonista che sta alimentando l’interesse nazional popolare sul giallo di Avetrana scrive “entra ed esce dalle carceri e dagli studi televisivi come fossero la stessa cosa, non distingue la realtà dalla rappresentazione”.

Ma come è possibile che nemmeno una professionista come la dottoressa Roberta Bruzzone, con un’ottima preparazione, numerose esperienze formative in Italia e all’estero e un curriculum invidiabile, non si accontenti dei successi professionali e non riesca a resistere al fascino della popolarità? Oggigiorno il potere della televisione non risparmia più nessuno. Oggigiorno l’etica deontologica e la morale sono solo un vecchio ricordo…