X


Se la tv boccia i cartoni animati, arriva Facebook a farli rivivere

Scritto da , il 19 Novembre, 2010 , in Serie & Film Tv

Gli italiani vivono di ricordi. L’amarcord piace tanto al nostro pubblico. Testimonianza ne sono programmi che hanno fatto (e fanno leva) proprio sull’effetto “nostalgia” come “I migliori anni” o “Tutti pazzi per la tele“, tanto per citarne i più rappresentativi di questo filone. Anche Italia1 la scorsa estate aveva cercato di fare rivivere un decennio tanto caro, gli anni ’80 col programma “Mitici 80′” e con una icona dell’epoca, Sabrina Salerno (vedere personaggetti provenienti dai vari reality non è stata un’operazione convincente e sarebbe stato preferibile in tal caso puntare sui veri cult di quell’era, ndr). Se gli investimenti sulle trasmissioni che puntano all’effetto nostalgia ricevono consensi dai produttori e di fatto vengono realizzate, non si può dire la stessa cosa per quel che riguarda i cartoni animati.

Gli anni ’90 furono leggendari con contenitori come “Bim bum bam“(che lanciò il conduttore di successo di oggi, Paolo Bonolis, ndr). o anche “Ciao ciao” e “Solletico“. Quanti pomeriggi passati a guardare cartoni animati, che ancora oggi sono rimasti nell’immaginario collettivo e di fatto rappresentano una “leggenda”. Ne è una dimostrazione lo stesso Facebook, il social network più famoso del momento, che non a caso si rivela uno straordinario interprete del gradimento di personaggi, trasmissioni e anche degli stessi cartoni animati a quanto pare. Proprio attraverso Facebook è stata lanciata una simpatica iniziativa, che ha fatto il giro del web, la quale invitava gli utenti del social network, solo per una settimana, a cambiare la propria immagine di profilo con una foto di un cartone animato dell’epoca. “Lo scopo del gioco? Non vedere più, fino a Lunedì, una sola faccia umana su Facebook ma un’invasione di ricordi…”.

Detto, fatto. Il popolo di Facebook risponde in massa all’appello e l’iniziativa si rivela un successo dichiarato, visto che la maggior parte degli utenti italiani ha cambiato la propria immagine personale con quella del proprio cartone animato del cuore. Così si vedono sfilare “cartoons” che hanno segnato un’era e che ancora oggi vanno in onda su reti minori come La 5. Oggi non c’è traccia di investimenti da parte dei produttori su contenitori destinati ai bambini per quel che riguarda le reti generaliste. Non c’è più la poeticità, il romanticismo, la storia del cartone animato di ieri. Dei Puffi, per esempio, quei simpatici ometti blu che venivano osteggiati da Gargamella e dal suo gatto Birba o anche di Lady Oscar, che utilizzando il cartone animato di fatto aveva una sua utilità, visto che faceva conoscere ai bambini un periodo storico come quello della rivoluzione francese, non c’è più traccia.

La stessa Pollon (geniale nella sua rappresentazione, ndr) ci riportava al mito degli dei della Grecia. C’erano cartoni animati che comunicavano la passione per lo sport e il concetto stesso di “sacrificio” per arrivare ad un traguardo, e capostipite del genere era “Mimì & la nazionale di pallavolo” a cui seguirono dopo “Mila & Shiro” o anche “Holly e Benji“. Chi non si è appassionato alle storie della piccola orfanella riccioluta Candy Candy o al faccione simpatico del pupazzo più famoso d’Italia, “Hello Spank“? La lista sarebbe ancora molto lunga ed è un peccato che sia stata cancellata (ormai da molti anni, purtroppo) la fascia pomeridiana dedicata ai bambini e soprattutto è ancora più grave che non si producano più cartoni animati di questo tipo, che realmente avevano il compito di lanciare un messaggio e facevano commuovere grandi e piccini. Beata nostalgia?