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L’ex di Amici Lidia Cocciolo con Clooney nello spot Fastweb

Scritto da , il Febbraio 13, 2011 , in Personaggi Tv Tag:
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Avete mai pensato che la saggezza popolare a volte si contraddice? Mi spiego: quando abbiamo a che fare con un comportamento altrui, assistiamo ad una scena significativa o dobbiamo riassumere un momento della nostra esistenza spesso ricorriamo ad un proverbio, che condensi in maniera pregnante ciò che ci sta accadendo. Altrettanto spesso però non ci accorgiamo che per ogni proverbio, sentenza latina o aforisma ce n’è un altro che lo nega in toto. Perché vi faccio questa premessa? Perché vedendo in tv il secondo spot Fastweb con protagonista Clooney, affiancato questa volta, invece che dall’impiegatucolo nerd e dalla vecchia pazza, da una cresciuta Lidia Cocciolo (ex di Amici), mi sono venuti in mente due motti esattamente opposti: “errare è umano, perseverare è diabolico” e “repetita iuvant”.

Per spiegarveli mi trovo costretto a decomporre, senza velleità di scienziato della comunicazione, lo spot nei suoi elementi essenziali. Prima  però lasciatemi sognare: visto che alcuni miglioramenti (al microscopio, ndr) nella struttura dell’advert ci sono, può essere che i pubblicitari di Fastweb abbiano dato un occhio al mio articolo sullo spot precedente. Pensateci: non sarebbe poi una possibilità così remota, considerato che La Nostra Tv in poco più di due mesi ha visto aumentare i suoi visitatori a dismisura. E  un buon professionista (?) non perde mai di vista il feedback che i suoi clienti (potenziali o reali) gli forniscono, no?

Ma procediamo.

Il setting. Gli ideatori dello spot, la cui pausa caffè a quanto pare ha la stessa durata dei brainstorming, devono aver pensato che l’ambientazione precedente, quell’aeroporto ricavato da qualche ufficio delle poste, era troppo impersonale, asettica. Perché allora non fare “come  l’amerigàni, ahò!”, e concepire il nuovo spot fingendo che anche il pubblico sia americano: infatti a fare da sfondo alle imprese di George c’è un meraviglioso Colosseo ‘di cartone’. Evidentemente deve essere ben chiaro che siamo a Roma (Italia, Europa; longitudine : 12° 29? 00? E, latitudine : 41° 53? 35? N) e che George operaio delle fogne (perché questo è) sta armeggiando dentro al tombino tutto ilare per farci fare un salto dal passato (di cui il Colosseo è ricercatissimo simbolo) al futuro (di cui, evidentemente, è la fogna ad essere simbolo). Se il brainstorming fosse durato appena qualche secondo in più probabilmente sullo sfondo avremmo visto passare anche un paio di bighe e un gladiatore con l’orologio.

George Clooney foto

Il soggetto. George armeggia dentro un tombino Fastweb sotto al Colosseo, come se nientanfùss. Arriva una sciroccata che parcheggia la macchina, sgommando, in mezzo alla strada, nell’ora di punta. Ripeto, sotto il Colosseo. La sciroccata importuna George. George, solito filantropo, risponde (ma del resto, è dentro ad un tombino in giacca e cravatta, non può certo sottilizzare sulla pazzia altrui). George si rituffa con un urletto dentro la fogna, lasciando la sciroccata senza parole: è scossa di aver trovato qualcuno più squinternato di lei. La sciroccata viene identificata dalle forze dell’ordine. Dà ulteriore prova della sua “sciroccanza“. I vigili la conducono a verificare il grado alcolemico (come se aver parcheggiato sgommando in mezzo al traffico del Colosseo non fosse già una manovra sospetta, ndr). Nel frattempo George riemerge, sempre più felice (che tipo ‘notturno’ che è George) e ammicca alla camera. È pazzo, non ci piove. Fine.

La sceneggiatura. La sciroccata Lidia, che ha evidentemente bevuto un bicchierino, si avvicina senza paura al tombino (cos’è una citazione da It-Il pagliaccio?), e trova conferma della sua precognizione: l’operaio incravattato è George. L’attore, sibillino, le spiega che si sta occupando del “futuro” e si rituffa nelle tenebre, manco fosse un’apparizione dai campi Elisi. I vigili notano Lidia, le chiedono se vada tutto bene, ma lei, scossa dall’incontro ultraterreno, balbetta parole sconnesse, ripete ciò che ha sentito senza capire. I vigili la conducono a fare la prova del palloncino (cos’è? Un’altra citazione da It?), facendo persino gli spiritosi (“Visto che le piace giocare venga che facciamo il gioco del palloncino…”). Wow.

I personaggi. 1.George nel tombino. Hanno oppurtunamente deciso di doppiarlo: il terrificante  “È un piagìri!” del primo spot deve aver traumatizzato anche gli orecchi più disattenti. Peccato che l’imbarazzo nel recitare sia rimasto. L’interazione con la cara Lidia non funziona, i due non hanno i tempi. Hanno anche tentato di ringiovanire la sua immagine: il cappotto da neo-pensionato è stato appeso al chiodo, a favore di un completo nero e cravatta regimental. Perfetti per scendere nelle fogne.

Lidia Cocciolo foto2.Lidia sgommata- Gran Turismo. Un quesito corrode le mie giornate: come ha fatto Lidia, dalla macchina, nel traffico a 300 km orari, a capire che l’operaio che armeggiava sotto terra era George Clooney prima che questi sbucasse dal tombino? Perché se ci fate caso la sgommata si sente prima che George spunti dal sottosuolo. Ma soprattutto: lo spettatore ha la sensazione che entrambi diano le spalle al Colosseo, ma i due si guardano negli occhi. Come è possibile? Quando hanno spiegato il capitolo “Storyboard” regista e sceneggiatori erano assenti, è evidente.

Ora: perché “errare è umano e perseverare è diabolico”? Perché la considerazione in cui gli ideatori  tengono lo spettatore è direttamente proporzionale alla qualità delle loro idee. Perché “repetita iuvant”? Perché, ahimè, la bruttezza di queste campagne ottiene comunque il suo fine: dal mio umilissimo punto di osservazione è il secondo articolo che gli dedico.