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Michelle Hunziker contro la violenza sulle donne

Scritto da , il Marzo 19, 2011 , in Personaggi Tv Tag:
Hunziker_Michelle

Ho amato Michelle Hunziker sin dai tempi del video di Più bella cosa di Ramazzotti, quando all’improvviso sbucava, giovanissima, avvolta da un elegante vestito nero e faceva qualche passo verso la telecamera: i capelli non ancora platinati, le fattezze leggere, lo sguardo vivace. Non poteva non farcela quella ragazzina, e ce l’avrebbe fatta anche se non avesse sposato Ramazzotti. Ho continuato ad innamorarmi di lei ai tempi di Colpo di fulmine, quando girava per le città italiane come un Cupido dei nostri giorni. L’ho adorata definitivamente a Zelig: lei rimane per me l’unica vera donna del programma, senza togliere nulla alle professioniste che l’hanno seguita.

Con il suo arrivo a Striscia la notizia e la progressiva sovraesposizione che per alcuni anni l’ha vista protagonista (minima, ovviamente, in confronto a quella di Belen, ndr) ho cominciato a perdere interesse: come se la freschezza che contraddistingueva Michelle si andasse lentamente affievolendo, appesantita dall’umorismo troppo scritto, ma non per questo raffinato, dei programmi di Antonio Ricci. De gustibus. Vi sembrerà sciocco, ma mi è dispiaciuto: perché Michelle sembrava una di casa, una buttata là davanti alla telecamera con tutto il suo talento, la purezza, il sorriso disarmante. Mi pareva come se me l’avessero corrotta. Il divorzio da Ramazzotti, poi, ha fatto il resto: quelle chiacchiere sui giornali di lei plagiata dalla maga, i diecimila flirt attribuiti… che palle. Il risultato? Sono anni che non la seguo: di  ciò che ha fatto poi ricordo solo la pubblicità delle Tic Tac, perché era un’ossessione e perché con il fatto di dover promuovere qualcosa di fresco, hanno fatto di tutto per far ritornare fresca anche lei. Non riuscendoci granché.

Michelle Hunziker e Bongiorno fotoOra però, a distanza di anni, la riscopro. Vengo a conoscenza di un bel progetto di cui è promotrice e protagonista: la Fondazione Doppia Difesa Onlus. Attraverso la consulenza e l’assistenza legale gratuita, Doppia Difesa offre aiuto alle donne vittime di violenza, donne che spesso, da sole, non sarebbero in grado di denunciare i loro aggressori. L’idea è nata tre anni fa, quando Michelle si è rivolta all’amica Giulia Bongiorno per fermare il suo stalker, che le forze dell’ordine non potevano arrestare (non c’era ancora la legge sullo stalking, ndr).

La sensibilizzazione dell’opinione pubblica è il primo obiettivo della giovane associazione, dato che la violenza sulle donne è spesso un problema sommerso: Michelle è una di quelle che non ha paura e da giovane denunciò il produttore che l’aveva importunata; ma non tutte hanno la sua forza. Le prospettive sono buone: grazie all’ultima raccolta fondi e alla collaborazione del Fatebenefratelli Calibita di Roma, Doppia Difesa inaugurerà il Centro Accoglienza Persone Esposte, per donne e bambini vittime di violenza. E per la primavera alle porte verrà messo su strada un camper, in collaborazione con Fondazione Donna, che andrà in giro per l’Italia ad offrire assistenza sanitaria e legale alle vittime dello stalking.

La tutela delle donne in un paese come il nostro non è mai troppa, ma non devono essere solo le donne a dirlo. In ogni caso, per quanto mi riguarda, fa piacere ritrovare dopo tanto tempo qualcuno a cui ’si è voluto bene’ e capire che ha fatto un percorso più complesso e interessante di quanto credessimo.