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DJ chiama Italia: è la radio che insegue la tv o viceversa?

Scritto da , il Aprile 2, 2011 , in Programmi Tv Tag:
Deejay Chiama Italia All Music

Prendete un eclettico DJ di fama accompagnato da un versatile show man che gli fa da spalla. Aggiungeteci notizie in diretta, commenti, buona musica e gli immancabili messaggi da casa. Fatto? (direbbe il buon Muciaccia). Bene. Aprite la porta di in uno studio radiofonico e posizionateci una telecamera. Fatto? Ok: avrete appena seguito alla lettera la ricetta di DJ chiama Italia, storico programma di Radio DeeJay, da qualche anno visibile anche in tv. I protagonisti ovviamente sono Linus, al secolo Pasquale Di Molfetta e Nicola Savino, impegnato da questa settimana nella sostituzione pro tempore di Simona Ventura nella conduzione dell’Isola dei Famosi. L’emittente è la giovanile (o giovanilistica, scegliete voi) DJ TV, che ha ereditato lo spazio di All Music, positiva esperienza di televisione musicale italiana, a sua volta figlia della vecchia TeleMontecarlo 2.

Il programma va in onda simultaneamente via radio e via tv (la mattina dalle 10 alle 12 e la sera in replica dalle 22 alle 23:30), non una novità in assoluto (Sanremo docet) ma di certo una piccola rarità. A quale genere televisivo può quindi appartenere? Tv? Radio? Oppure entrambe?

L’ossatura è evidentemente ancora radiofonica: tempi rapidi, notizie fresche, battute brevi tra una canzone e l’altra, continui sfottò tra i conduttori, interviste a cantanti, attori e personaggi televisivi, stacchetti musicali e via discorrendo. Ma è la stessa cosa seguire il programma via radio o vederlo in tv? Pare proprio di no. Provare per credere. La versione televisiva è (ovviamente) a misura di telespettatore che può scrutare nei volti dei conduttori, leggerne le espressioni facciali, guardare il lavoro della redazione e, preziosa chicca, ascoltare in tv anche i commenti “fuori onda” che non vengono trasmessi via radio.

Linus e Nicola Savino, eterni cinici ragazzacci risultano così paradossalmente sdoppiati da sè stessi e forse non è proprio un caso. Un divertissement del programma è infatti il gioco dell’osmosi: i radio – tele ascoltatori inviano messaggi in cui descrivono ciò che stanno facendo in quel momento che “per osmosi” corrisponderebbe a quanto starebbero vivendo gli stessi conduttori. A fare da contorno i commenti leggeri sulle principali notizie del giorno, spaziando dalla tv al gossip, dalla politica all’economia, con una particolare predilezione per lo sport, calcio in primis (non a caso dice Savino, “quando mancano gli argomenti, rompere il vetro e prendere la Gazzetta dello Sport: un argomento di discussione si trova sempre!”).

Da non dimenticare poi il riferimento all’amato footing che Linus non smette mai di osannare e che contribuisce ad “alleggerire” e definire il target della trasmissione, scritta e pensata per gente giovane di età ma anche e soprattutto di mente. E la musica? Anche per questo “elemento” paradossalmente bisogna distinguere il tipo di fruizione. In radio è essenziale, in tv sembra a volte addirittura marginale. Il fulcro è la parola, lo scambio di battute, lo spazio fisico dello studio dove i conduttori sembrano quasi dimenticarsi di essere ripresi dall’occhio del diabolico “grande fratello”.

Quindi, rispondendo nuovamente alla domanda del titolo, è la radio che segue la tv o viceversa? Nessuna delle due. Si tratta di due “mestieri” diversi che confermano ancora una volta la visione del grande McLuhan “medium is messagge”, è il mezzo che determina il messaggio, anche quando questo è sempre lo stesso. Terminiamo però con un ultimo interrogativo: perché questa scelta? Ci piacerebbe chiedere al buon “boss” Linus la motivazione: sperimentazione?

Forse semplicemente la necessità di sostenere con la radio un canale televisivo, nato per la musica ma che deve cibarsi di immagini!