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Lo spot Nodis trasmesso da Italia 1 è blasfemo secondo Avvenire

Scritto da , il 15 Aprile, 2011 , in Personaggi Tv
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Il mondo cattolico è ancora una volta indignato. A farlo arrabbiare è uno spot, brevissimo (10 secondi appena) trasmesso da Italia 1. Pubblicizza gli auricolari Nodis. E fin qui… A scandalizzare è il fatto che l’uomo che li utilizza è legato a un letto e tramite l’apparecchio elettronico chiede al padre (Dio?) di aiutarlo. Purtroppo per lui, non accade nulla di paranormale. Compare invece una cicciona col frustino, che si avvicina goffamente e in modo inquietante. Lo spot, per fortuna, si ferma qui. Mentre la polemica può avere inizio.

La Chiesa, si sa, in fatto di comunicazione vuole sempre dire la sua. Poteva stare in silenzio di fronte allo spot che molti cattolici giudicano blasfemo (ancor più visto che siamo nel periodo pasquale)? Il quotidiano della Cei, “Avvenire”, va all’attacco tramite il suo direttore. Lo spot viene condannato senza mezzi termini: è “squallido” e offensivo verso i cristiani. Il prodotto pubblicizzato? Merita di non essere comprato!

Si tratta di un filmato brevissimo e squallido – risponde l’Avvenire a un lettore.-  Brutalmente insultante per chi crede in Gesù Cristo – e in modo persino più feroce e ingiusto in questo tempo che ci prepara alla Pasqua di Risurrezione – ma capace di ferire il senso del sacro, o anche solo l’intelligenza, di chiunque. Mi chiedo come i dirigenti di Italia Uno e di Mediaset non si siano resi conto di che cosa veniva proposto loro e come abbiano potuto accettare un simile spot e mandarlo in onda come se nulla fosse. È un’offesa gratuita (anche se qualcuno ci incassa su) ai cristiani, e un’autentica vergogna per chi l’ha concepita e prodotta. Per quanto mi riguarda, e per ciò che vale, i prodotti elettronici di quella marca sono depennati dalla lista dei miei possibili acquisti e un certo tasto del telecomando resterà inutilizzato finché non mi passa…È questa la forma di resistenza civile al dilagare del peggio (soprattutto mediatico e pubblicitario) che ho adottato ormai da vari anni. Dicono che non sia risolutiva, ma più siamo a sceglierla e meglio è”.

Il quotidiano dei Vescovi ha tutto il diritto di intervenire e criticare uno spot. Resta da chiedersi se la reazione non sia eccessiva rispetto a quella che, in fondo, è soltanto una pubblicità, senza chissà quali pretese ideologiche.