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Uman Take Control e l’arte del riciclo

Scritto da , il 28 Aprile, 2011 , in Uman Take Control

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Avevamo una speranza. La proliferazione di reality ha generato un eccesso di inutilità che si è propagata invadendo ogni ambito possibile: televisione, cinema, carta stampata. Flotte di ragazzi e ragazze senza alcuna capacità, esaltati da improvvisi e immotivati successi concessi da un pubblico bisognoso di adorare qualcuno. Qualcuno a caso, evidentemente. Gente senza nè arte né parte ingolosità dai soldi facili, dal sesso facile, dalla visibilità facile. Nemmeno così criticabili, in fondo. Un uomo medio oppure la ragazza qualunque che invece di fare il disoccupato o la cameriera vivono di serate e di pubblicità. Come dargli torto.

In ogni caso, noi, sostenitori della meritocrazia ormai utopica e della qualità a dispetto del business, noi avevamo una flebile speranza. La scadenza. Come il latte, che dopo mesi di apparizioni e di interviste, tutti questi protagonisti televisivi generati dai figli del grande fratello sparissero. Che tornassero alle loro vite, che comprendessero il mondo effimero in cui erano caduti. Insomma, che sparissero dalla nostra vita. Oggi, quella speranza viene meno.

Con Uman Take Control, il nuovo reality show di Italia 1 in onda dal prossimo lunedì, tutta questa cozzaglia di individui caduti (giustamente) nel dimenticatoio avrà nuova vita. Bè, certo. Cosa c’è di meglio di usare gente disperatamente desiderosa di farsi rivedere, già mediamente conosciutà all’italico paese, per incassare un po’ di quattrini? Nasce così l’idea di questo format ormai noto, in cui i concorrenti vestiti con tutine prese in prestito ai teletubbies si trasformeranno in burattini nelle mani del pubblico in preda al più sfrenato voyeurismo, che deciderà cosa farne dei “poveri” concorrenti.

Riguardo ai concorrenti, dai grandi pentoloni dei reality, da Grande Fratello, a Isola dei Famosi fino alla Pupa e il secchione, sono stati selezionati pochi fortunati che torneranno così alla ribalta. Maicol Berti, Sergio Volpini, Bambola Ramona, Veronica Ciardi, George Leonard e molti altri. Insomma, gli ex figli di reality diventeranno cavie per quello che viene spacciato come esperimento sociale misto a spettacolo e che risulterà essere la solita operazione di svalutazione televisiva a vantaggio dell’afflusso monetario che, temo, quel mostro senza testa del pubblico non potrà che favorire.

E così la speranza che avevamo di vedere dispersa col tempo una buona fetta di inutilità televisiva, termina qui. Ne rimane un’altra, miserissima: che Uman Take Control non ottenga consensi, e non abbia un seguito.

Io ancora ci spero. E voi?