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Ascolti Uman Take Control: vince ma non convince

Scritto da , il 3 Maggio, 2011 , in Uman Take Control
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Con 1.862.000 di telespettatori davanti alla tv a vedere i reduci dei reality Rai e Mediaset, non si può dire che la prima puntata di Uman Take Control, sia andata male, considerando anche la concorrenza degli altri canali. A sfidare il nuovo reality di Italia1, c’erano infatti l’osannato “Un passo dal cielo” (6.434.000), serie tv di Rai1 con Terence Hill e più direttamente il musicale “Due” trasmesso alle 21:05 sull’omonimo secondo canale Rai, destinato ad un pubblico forse più vicino (almeno dal mero punto di vista anagrafico) a quello del “young channel” Mediaset.

Il bel programma di Rai2 con Morandi, Vecchioni, i Modà ed Emma ha registrato 3.095.000 telespettatori musicofili, offrendo qualche sincera emozione alla platea televisiva italiana, poco abituata alla musica di qualità sul piccolo schermo, a parte qualche frettoloso programma preconfezionato sulle classifiche settimanali. Sotto questo punto di vista ci sarebbe molto da imparare dalla “solita” Inghilterra.

Ma torniamo a Uman Take Control. Il reality, plasmato su un format israeliano, come dicevamo, ha attirato per la sua prima uscita, un buon numero di telespettatori. Il risultato potrebbe essere figlio della curiosità che sostiene il battesimo dei programmi televisivi. L’analisi complessiva sull’appeal e sulla tenuta del programma va sicuramente quindi rimandata a metà mese. In questo momento possiamo dire comunque che se il format “vince” sul versante degli ascolti, non sembra “convincere” su quello generale.

Alcune iniziali premesse “metodologiche” sono ovviamente qui obbligatorie: da Uman Take Control non bisognava e non bisogna aspettarsi grandi rivoluzioni. Il “template” è quello classico di Italia1: volti più o meno noti, ragazze e ragazzi di bella presenza, battute prevedibili e giochetti senza pretese.

Detto questo, è chiaro (almeno a parere di chi scrive – ndr) che con questi ingredienti e in considerazione della linea e della strategia della rete, il risultato è scontato e le attese non possano che essere circoscritte al “genere soft show”.

Dispiace piuttosto constatare una certa fossilizzazione di Italia1 sullo stile “post reality”, nelle accezioni che ognuno può dare all’espressione. Dispiace poi particolarmente che i bravi conduttori risultino abbastanza stretti nel “copione” non riuscendo a dare il meglio di loro.  Sia Rossella Brescia che Mago Forrest sono molto altro. La Brescia di Tutti pazzi per RDS e la genialità sarcastica del Forrest di “Mai dire” e di “Zelig”, sembrano distanti anni luce dal programma di ieri.

In ogni caso qualcuno alla fine potrebbe sempre dire che “finché c’è audience c’è televisione” e questa come sappiamo è la regola (forse l’unica) numero uno dei network commerciali. Esame rimandato alle prossime puntate!