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Lamberto Sposini: migliorano le condizioni di salute

Scritto da , il 14 Maggio, 2011 , in Personaggi Tv
Lamberto Sposini malore

“Prosegue il lento miglioramento delle condizioni neurologiche del giornalista Lamberto Sposini, ancora ricoverato nel reparto di terapia intensiva del Policlinico Gemelli. La prognosi rimane riservata”: questi sono gli ultimi aggiornamenti rilasciati dallo staff medico del Gemelli, capeggiato dai professori Giulio Maria e Rodolfo Proietti, fiore all’occhiello della neurochirurgia in Italia. Le condizioni di salute del giornalista de “La vita in diretta”, dunque, sono in netto miglioramento, grazie al coma farmacologico indotto e all’intervento al cervello che è riuscito brillantemente. Sposini, infatti, è stato colpito settimane fa da una vasta emorragia cerebrale che ha fatto temere il peggio tra le lacrime di Mara Venier e gli sciacalli che sul web l’avevano dato per morto. Continuano, però, le polemiche suscitate dall’onorevole del Pdl Melania Rizzoli. Dalla lettera si legge: “Lamberto Sposini mi aveva invitato nella sua trasmissione, come medico e come deputato, a parlare di vita e di morte, a proposito della legge sul testamento biologico. Io ripetevo che noi medici siamo abilitati e addestrati a proteggere e salvare la vita, anche quando sembra perduta, e non ad indurre la morte. E lui, che mai avrebbe voluto sopravvivere senza coscienza, pensava che ognuno è libero di scegliere come e quando morire, rifiutando interferenza religiose, scientifiche e politiche. Ma queste sono cose che si dicono da sani”.

Polemica inutile e fuori luogo, sollevata forse per mettere sotto i riflettori l’onorevole del Pdl. “Molti potrebbero definire il suo intervento chirurgico come accanimento terapeutico, visto che il paziente è arrivato moribondo in sala operatoria e con un elevato rischio, una volta rianimato, di scivolare davvero in un stato vegetativo persistente. Il compito del medico è quello di salvare una vita umana. Ma se questo salverà la vita di Sposini, come dovremmo definirlo? Accanimento o intervento terapeutico? E Lamberto, nella sua vita da sano, avrebbe mai dato l’autorizzazione alla sua rianimazione forzata o avrebbe scritto di lasciarlo morire secondo natura?continua la Rizzoli.

Possiamo parlare, piuttosto che di ‘accanimento terapeutico’, di intervento pro-vita? Dobbiamo necessariamente polemicizzare su ogni cosa e strumentalizzare ogni avvenimento, anche quelli più spiacevoli e delicati? E’ lecito sentenziare e porsi interrogativi quando il diretto interessato non è in grado di controbattere? Dobbiamo necessariamente fare un processo alle intenzioni? Auguriamoci piuttosto che il PDL inizi a rappresentare seriamente il popolo italiano e che i parlamentari, anziché perder tempo in giochi di parole retorici e comunicati stampa moralisti, inizino ad operare per salvare l’Italia dalla crisi. Passate dalle parole e dalla dialettica (a vanvera) parlamentare ai fatti.