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Rai Tre, Report: puntata dedicata alle raccomandazioni

Scritto da , il 16 Maggio, 2011 , in Personaggi Tv
milena gabanelli report

Chi voleva farsi del male, sicuramente ieri avrà visto Report. Altro che social network, stavolta il programma condotto da Milena Gabanelli (nella foto) ci è andato giù davvero pesantemente, occupandosi soprattutto di concorsi pubblici. Il posto statale, si sa, è la massima aspirazione della maggior parte degli Italiani. Se poi si tratta di entrare nell’Università, negli ospedali, nella magistratura, la battaglia per la poltrona viene condotta senza esclusioni di colpi. Il problema di fondo è sempre lo stesso. Non sono i più bravi a superare i concorsi, ma i figli di, gli amanti di, gli amici di. Uno scandalo, una vergogna, qualcosa di cui indignarsi. Un argomento di cui si dovrebbe parlare ogni giorno. Ma i tg, si sa, sono impegnati a discutere di sole d’estate, traffico nel week end e nuovi gusti del gelato. Se non ci fosse il programma di Rai Tre, dunque, ci sarebbe il silenzio assoluto.

Ieri Milena Gabanelli ha parlato anche di quella che, in Italia (perché altrove non esiste) è considerata una figura intoccabile, mitologica, al confine con la divinità: il notaio. “Selezioni durissime, per pochi meritevoli: e questa convinzione non deve essere scalfita – dice, in studio, la conduttrice di Report. – Perché se passasse l’idea che il concorso quella fucina dalla quale emerge il meglio del meglio, qualcuno potrebbe proporre di liberalizzare e affidare il merito alle implacabili leggi di mercato. Certo, si guadagnerebbe un po’ di meno. Forse è per questo che le loro valutazioni sono avvolte dal silenzio, mentre quelle delle Università sono pubbliche. È possibile sapere tutto, anche il proliferare delle parentele. Vai poi a dimostrare che il figlio o il parente del prof era meno bravo di un altro. La patologia – aggiunge la Gabanelli – è così diffusa che si è dovuto imporre per legge un codice etico antiparentopoli”.

Poi via al servizio di Sabrina Giannini in cui viene citato Isaac Newton. La carriera dello scienziato iniziò da giovanissimo e senza un concorso. Non perché ci fossero trucchi, ma perché il professor Barrow, titolare della cattedra di matematica, si era accorto che aveva davanti un genio e che era giusto lasciare il posto a lui. Cosa sarebbe accaduto se Netwon fosse nato in Italia e oggi? Lo avrebbe cacciato a pedate perché senza parenti importanti (lo scienziato era nato da un’umile famiglia) e perché troppo intelligente.