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Ascolti record per Quarto Grado, la rubrica d’approfondimento di Rete 4

Scritto da , il 4 Giugno, 2011 , in Programmi Tv
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Gli ascolti ottenuti ieri sera dalla rubrica d’approfondimento “Quarto grado” gridano – ahinoi – lunga vita alla “TV verità”. O, a scelta, alla “TV-che-ci-fa-sentire-che-anche-noi-partecipiamo-alla-ricerca-della-verità” sui casi di cronaca più sconvolgenti del momento. In questo far west mediatico tutti – telespettatori compresi – cercano il colpevole, sul quale ovviamente la televisione ha messo una cospicua taglia. Che si tratti di Avetrana, di Melania Rea, delle gemelline scomparse o del caso di Perugia non importa. Tutto finisce nel calderone di notizie o presunte tali fornite da telegiornali e contenitori pomeridian-serali, condite con una spolverata di opinioni simil-autorevoli di espertoni quali avvocati, criminologi, psicologi, poliziotti, preti, santoni-guru, etc. Miscelando ben bene i suddetti ingredienti e aggiungendo al tutto un pizzico di pathos conferito dalla conduzione “grave” del giornalista Salvo Sottile si ottiene un bel prodottino acchiappa-ascolti come “Quarto grado”. Che in effetti ieri sera di ascolti ne ha acchiappati parecchi registrando addirittura il record stagionale del 15,74% di share (più di 4 milioni di spettatori, ndr) e raggiungendo picchi del 25,78%. Gli aggiornamenti sulle indagini dell’omicidio di Yara Gambirasio hanno fatto il miracolo. Yara Gambirasio Quarto Grado Rete4 Salvo Sottile FotoE’ spuntato il movente sessuale e noi – curiosi telespettatori alla ricerca della verità e dei colpevoli e guidati da un interesse a tratti morboso nei confronti dela cronaca nera – non abbiamo proprio potuto resistere. E come potevamo resistere di fronte alle rivelazioni dell’inviato Giorgio Sturlese Tosi, che ci ha guidati passo passo alla scoperta di questa novità? La notizia è, in poche parole, la seguente: dalle analisi scientifiche effettuate sulla biancheria di Yara Gambirasio è emersa la presenza di un DNA maschile e sconosciuto, vale a dire diverso da tutti quelli donati volontariamente dalla popolazione di Brembate. Se a ciò aggiungente qualche bel servizio su Michele Misseri e sul giallo “più giallo” di questa stagione televisiva il gioco – e gli ascolti –  sono fatti.

Dunque, noi curiosi telespettatori alla ricerca della verità etc., prendiamoci un po’ di tempo e usiamo l’imminente pausa estiva per una riflessione sulla nostra responsabilità circa lo sfruttamento mediatico dei casi di cronaca nera. Rispetto ai quali, diciamocelo, è molto meglio un po’ di sano, divertente, leggero gossip da ombrellone. Lunga vita a “Novella 2000”.