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Michele Santoro: la7 non è una tv abbastanza libera

Scritto da , il 17 Giugno, 2011 , in Personaggi Tv
michele santoro

Non si può ancora dare per scontato il passaggio a la7 di Michele Santoro (nella foto). Anzi, dopo le parole dell’ex conduttore di Annozero, il trasferimento sembra complicarsi e di molo. Cosa ha detto, dunque, Santoro? In sintesi, che nemmeno la7 è il regno della libertà. Sia perché il suo editore è un grande gruppo come Telecom Italia (l’editore puro, nel nostro Paese, non esiste, e questa è una carenza strutturale del sistema dei media). Sia perché se questa azienda puntasse troppo sulle voci critiche del governo, potrebbe subire delle ritorsioni politica. Insomma, puntare su Michele Santoro, Milena Gabanelli, ma anche su Maurizio Crozza e Gad Lerner, tutti insieme, potrebbe risultare troppo rischioso.

Ai microfoni di Un giorno da pecora, programma trasmesso da Radio Due, il giornalista ha affermato che anche la7 fornisce un esempio clamoroso di conflitto d’interessi. “Andrei là al 100% solo se le loro intenzioni fossero buone, concrete e rispettose delle nostre prerogative – ha spiegato l’ex europarlamentare. – L’amministratore delegato Stella diceva di attendere sotto il banano Rai i macachi-conduttori che pensano di scendere. I quattro macachi sarebbero i programmi sgraditi. Stella diceva ‘io non faccio niente per andare sugli alberi ad offrire cesti di banane a questi macachi perché abbandonino la loro azienda, ma se mi cadono addosso, cosa posso fare se non farli lavorare per forza?’”. Per Santoro l’affermazione del manager di la7 è “la più straordinaria descrizione del conflitto di interessi che io abbia mai sentito. In pratica, secondo il giornalista, Stella sostiene: “Io sono in una tv che fa parte di un grande gruppo telefonico, la Telecom, sarebbe un guaio se Telecom usasse le sue risorse per andare a fare una campagna acquisti nel campo dei concorrenti del presidente del consiglio Berlusconi“.

L’ex conduttore di Annozero si è scagliato contro Mediaset, che “perde tutte le gare di ascolti, ma continua a guadagnare denaro. Questo è un mistero – dice ironicamente Santoro – a livello mondiale“.