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Rai, crollano ascolti e pubblicità

Scritto da , il 15 Luglio, 2011 , in Personaggi Tv
sede rai

Dati sempre più negativi in casa Rai, sia in termini di ascolto, che dunque di raccolta pubblicitaria. A scriverlo è l’autorevole quotidiano economico Il Sole 24 Ore. Le previsioni sulla raccolta pubblicitaria sono state riviste continuamente al ribasso. Si è passati da 1.050 milioni per il 2011 a 1.015. Ma di questo passo non è difficile che si scenda sotto il miliardo di euro. In Rai dicono di essere preoccupati. Paolo Garimberti, numero uno di Viale Mazzini, nei giorni scorsi si è scagliato col direttore del Tg1, Augusto Minzolini. Il telegiornale più longevo d’Italia perde continuamente colpi, sia in termini di ascolti, sia di share. Il tutto, naturalmente, danneggia anche i programmi che seguono. Per il presidente della tv di Stato, il problema non è solo quantitativo, ma anche e soprattutto qualitativo: “Lo spettatore si è accorto che qualcosa non va”.Ma i vertici Rai hanno davvero voglia di cambiare rotta rispetto ai risultati negativi di questi ultimi anni? Se guardiamo i fatti, pare decisamente di no. Michele Santoro è stato cacciato al termine di un lungo braccio di ferro prima con Mauro Masi e poi con Lorenza Lei. Eppure il giornalista, che con Annozero macinava in continuazione record, faceva guadagnare un sacco di soldi alla Rai. I suoi ascolti erano ben al di sopra di quelli di Rai Due. Come sarà rimpiazzato Annozero? Magari con un programma che produrrà perdite. La Rai, si sa, è il regno dello spreco. Quanti soldi sono stati spesi per il programma flop di Vittorio Sgarbi? Difficile dare cifre esatte, perché ognuno snocciola le sue. Di certo, con quella trasmissione la Rai ci ha perso soldi e parecchi.

E che dire, ancora, di Report? Il programma d’inchieste di Milena Gabanelli resta in bilico, nonostante sia fra i più seguiti di Rai Tre. La verità è che ai vertici Rai interessa molto relativamente della raccolta pubblicitaria che cala e del rosso di bilancio che sale. A Viale Mazzini contano molto più gli equilibri politici e le lobbies.