X


Rai, Pippo Baudo difende Michele Santoro e Roberto Saviano

Scritto da , il 14 Agosto, 2011 , in Interviste
pippo baudo

E’ il periodo degli sfoghi contro mamma Rai. Dopo quello di Simona Ventura, c’è quello del ben più esperto Pippo Baudo. Il conduttore siciliano si scaglia contro quella tv di Stato che non riconosce più, perché troppo vicina all’estetica della tv privata. L’esperienza di qualche mese fa a fianco di Bruno Vespa (si celebrava il 150° anniversario dell’Unità d’Italia) è stata disastrosa sono tutti i punti di vista. Ma a fare incavolare l’ex conduttore del Festival di Sanremo e di tante altre trasmissioni di successo è ben altro. A partire dal trattamento che la Rai gli sta riservando. Ho vissuto la più grande umiliazione della mia vitaha raccontato al Fatto Quotidiano. – Mi sono presentato negli uffici di Viale Mazzini col mio badge, ma non sono riuscito ad entrare perchè la macchinetta non lo riconosceva. C’erano gli uscieri, nessuno m’ha aiutato: ho rimesso il badge in tasca e me ne sono andato”.Per Baudo è scandaloso che la Rai proponga certi programmi e certe tematiche, mentre lasci fuori personaggi di grandi qualità professionali come Michele Santoro e Roberto Saviano:Non ne posso più di gente che cucina, che mangia, che vince un sacco di soldi solo per un colpo di fortuna, bambini che cantano come allo Zecchino d’Oro ma con testi d’amore e ammiccamenti disgustosi – dice il presentatore al quotidiano di Padellaro. – Giuro che se quest’estate fanno passare un’altra volta La principessa Sissi spacco la tv. Non sopporto tutti i programmi di morti ammazzati, sangue, mistero. Sara, Yara, Melania. Basta. […] Chiaramente serve almeno la libertà di fare quel che si pensa sia giusto, e questo – aggiunge il conduttore di Militello – in Rai forse è diventato impossibile. La storia di Santoro e Saviano dice molto“.

Ma cosa salvare della tv di oggi? Baudo non ha dubbi. Uno dei suoi preferiti è Enrico Mentana. Il direttore del Tgla7 sta facendo record di ascolti, a dimostrazione che la qualità e lo share possono anche andare di pari passo.