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Rai, Parla con me: Codacons attacca Serena Dandini

Scritto da , il Settembre 9, 2011 , in Personaggi Tv Tag:,
serena dandini

Non si sblocca la vicenda che vede al centro la Rai e Serena Dandini (nella foto). Tra pochi giorni sarebbe dovuto iniziare Parla con me ma, oggi più che mai, tutto è in bilico. Viale Mazzini ha posto il problema della produzione del programma, che dovrebbe essere affidata a risorse interne e non più alla Fandango. La Dandini dice che non è più possibile fare una scelta di questo tipo, perché non ci sarebbe il tempo per organizzare tutto il lavoro. Leoluca Orlando, esponente dell’Idv, ha dato ragione alla conduttrice. Per l’ex Sindaco di Palermo anche lei, come Michele Santoro e Roberto Saviano, è vittima del conflitto d’interessi di Silvio Berlusconi.

Sulla vicenda è appena intervenuto anche il Codacons. Per l’associazione che si occupa della difesa dei diritti del consumatore (in questo caso, l’abbonato Rai), il  dg Lorenza Lei fa benissimo a cercare di tagliare i costi. Non solo: Viale Mazzini dovrebbe procedere così con tutte le trasmissioni che invece sono prodotte sempre più spesso esternamente.

Questo assurdo sistema che finisce per gravare in modo pesante e senza ragione alcuna sul bilancio Rai e quindi sul canone che gli utenti sono poi costretti a pagare – si legge in una nota del Codacons – è una vera ruberia assurda, e perciò apprezziamo il tentativo da parte del direttore generale Lorenza Lei di porvi fine”.

Oltre a Parla con me, per l’associazione dei consumatori bisogna riportare all’interno della tv di Stato tutta una serie di programmi che “incredibilmente” sono realizzati all’esterno. L’associazione dei consumatori fa un lungo elenco che comprende: La Prova del cuoco, Che tempo che fa, Verdetto Finale, I soliti ignoti, Affari tuoi, L’Eredità, e altre trasmissioni ancora. Per il Codacons a dovere fare un passo indietro, stavolta, è la Dandini, che dovrebbe prendere le distanze dalla Fandango ed essere veramente funzionale alla tv di Stato: “Se davvero tiene al servizio pubblico, molli la società privata la quale dovrebbe fare da intermediazione e accetti un onesto contratto con la Rai”. Scenario che al momento sembra poco probabile.