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Che tempo che fa, gli ospiti del 16 ottobre

Scritto da , il Ottobre 16, 2011 , in Programmi Tv Tag:
Fabio Fazio

text-align: justify”>Fabio FazioStasera alle 20,10 su Rai Tre c’è Che tempo che fa, la trasmissione condotta da Fabio Fazio (nella foto) giunta alla nona edizione. Gli ospiti della puntata di oggi sono il direttore del quotidiano la Repubblica Ezio Mauro e i comici Claudio Bisio e Teo Teocoli. La rubrica di storia dell’arte sarà curata da Flavio Caroli mentre, annuncia il sito del programma, tornerà lo spazio di Luciano Littizzetto.

Ieri Che tempo che fa ha avuto 2,9 milioni di telespettatori e uno share medio dell’11’,4%. Tra gli ospiti c’era il prete e scrittore no global, Andrea Gallo, che ha appena pubblicato tre libri. “Sono contento perché i soldi legati ai contratti vanno tutti alla comunità e possiamo pagare i dipendenti e le bollette”.

Poi la discussione si fa più “teologico”. Fazio chiede cosa è il peccato. “Ma cosa vuol dire mai peccato. E’ una cosa legata a Sant’Agostino, alla casta sacerdotale: io ti redimo, allora tu ti penti. Si crea una forma di potere. Errare è umano, l’importante è non perseverare. Non c’è nulla di imperdonabile. Noi cerchiamo l’amore assoluto, che scende sui buoni e sui cattivi. La più grande offesa a Dio è non accettare l’incontro con l’altro. Se non cerchi il dialogo, sei contro l’umanità”.

Qualcuno mi dice che nella Chiesa sono stretto, ma io rispondo che sono a casa mia: perché dovrei andarmene? Sono sacerdote da 52 anni. Godo nell’essere ministro, al servizio di Dio. La fede? E’ un dono di Dio. Noi abbiamo un quoziente di spiritualità, ma dobbiamo essere laici“.

Don Gallo ha raccontato di avere nel proprio archivio solo la fotografia di papa Giovanni XXIII: “Un monsignore mi ha chiesto come mai non ho la foto del pontefice. Ma io ce l’ho. Ho il papa del Concilio. Dobbiamo essere con Gesù e i nostri tempi, mettere da parte il moralismo“.

Sulla manifestazione degli indignados di ieri: “Dobbiamo lottare, ma senza usare violenza. Ci vuole non violenza, si estenderà a tutti. Ma c’è poi illegalità della miseria. Un miliardo di persone nella fame. Chi è che provoca questa povertà? Questa miseria è illegale“.