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L’Arena guardona di Massimo Giletti

Scritto da , il 31 Ottobre, 2011 , in Programmi Tv
Giletti a L'arena

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Ieri pomeriggio su Rai Uno è andata in onda un’altra puntata de L’Arena di Massimo Giletti che ha portato in tv il caso del video hot di Belen scoppiato qualche settimana fa sul web. Per discutere de “L’Italia guardona e il video di Belen” (questo il titolo della puntata) in studio c’erano ospiti le onorevoli Mussolini e Concia, Selvaggia Lucarelli, i giornalisti Maria Giovanna Maglie e Giampiero Mughini, Gianni Ippoliti e Barbara de Rossi. Tutti a riflettere sul fatto se sia giusto o meno spiare dal buco della serratura quello che fa in camera da letto la showgirl più popolare d’Italia. Bisogna subito dire che Giletti ha avuto certamente il coraggio di parlare su Rai Uno di un caso che ha contagiato soprattutto la Rete e del quale sulla Rai ancora non se n’era parlato. Il problema, però, sono stati la modalità, gli argomenti usati e, soprattutto, la piega che alla fine ha preso la trasmissione. I contributi degli ospiti sono del tutto inutili ai fini del dibattito: l’onorevole Mussolini l’ha subito buttata sulle donne che soccombono sempre e gli uomini che, invece, si vantano di fare video di questo genere; Maria Giovanna Maglie è convinta che i due terzi di quelli che pensano sia solo una trovata pubblicitaria alla fine il video se lo guardano comunque e Giampiero Mughini che demonizza la Rete come un contenitore di porcherie e nefandezze. Insomma, lo slogan dell’intera puntata è stato “Povera Belen”.

Ma Belen non è che una scusa per finire, ovviamente, a parlare di giornalismo scandalistico, intercettazioni finite in prima pagina e vita privata di personaggi pubblici. Ecco che dal buco della serratura della stanza di Belen siamo finiti dritti alla famigerata “macchina del fango”. L’abile Klaus Davi ci aveva provato fin dall’inizio della trasmissione a far virare la discussione sulla politica. E la morale di tutta la puntata qual è? Basta spiare morbosamente le vite degli altri e sbatterle sulle prime pagine o su Internet. Fino al prossimo scandalo.