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Marco Travaglio e Luttazzi non diffamarono Mediaset durante Satyricon

Scritto da , il 18 Ottobre, 2011 , in Personaggi Tv
Marco Travaglio

text-align: justify”>Marco TravaglioVi ricordate la ormai celebre puntata di Satyricon del 2001? Crediamo proprio di sì. Un ancora sconosciuto (se non per i lettori più informati) Marco Travaglio parlava del suo libro, L’odore dei soldi, uno dei primi della carriera. Il saggio era stato scritto assieme a Elio Veltri, collega ed ex esponente dell’Idv. Il giornalista torinese (nella foto) criticava Silvio Berlusconi per i presunti legami con uomini di Cosa Nostra, che avrebbero contribuito alla ascesa delle sue aziende. Mediaset si sentì diffamata dalle dichiarazioni di Marco Travaglio e decise di querelarlo, assieme al conduttore della trasmissione satirica, Daniele Luttazzi. La Corte d’Appello di Roma ha deciso ancora una volta di dare ragione al giornalista e al comico. Per i giudici non ci fu diffamazione nei confronti dell’azienda di Cologno Monzese.

La Corte d’Appello ha condannato l’azienda retta da Fedele Confalonieri al rimborso delle spese processuali, non solo nei confronti dello scrittore torinese e del comico, ma anche della Rai e della Ballandi Entertainment.  In  primo grado i giudici aveva dato torto a Mediaset. La sentenza di secondo grado ha ribato quella posizione. La Corte ha accertato che nel programma di Rai Due (poi chiuso) “non si parla mai di Mediaset”, escludendo dunque la possibilità nel telespettatore siano possibili collegamenti tra i fatti illeciti attribuiti all’attuale presidente del consiglio e la società televisiva. Marco Travaglio cità il Biscione solo a proposito dei benefici ottenuti nel 1994 grazie alla legge di Giulio Tremonti. Per il vice direttore del Fatto Quotidiano questo si chiama: “conflitto d’interessi”. Ma denunciarlo, secondo i giudici, non è illecito, bensì “legittima critica”. Mediaset a questo punto dovrà sborsare ai denunciati circa 100 mila euro per le spese processuali.

La sentenza della Corte d’Appello di Roma, c’è da giurarci, non metterà fine alla lunga querelle tra Silvio Berlusconi e Marco Travaglio, che comunque può incassare l’ennesimo punto a suo favore.