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Michele Santoro, Comizi d’amore cambia nome prima di cominciare

Scritto da , il Ottobre 24, 2011 , in Programmi Tv Tag:,
Michele Santoro

text-align: justify”>Michele SantoroMichele Santoro (nella foto) già nei giorni scorsi aveva fatto capire che il suo prossimo programma avrebbe potuto cambiare nome. Non più Comizi d’amore, ma Servizio pubblico. La decisione non è ancora ufficiale, ma dovrebbe esserlo a breve. Il cambio di rotta è legato ai diritti d’autore. Comizi d’autore voleva infatti essere un omaggio allo scrittore, poeta e regista Pier Paolo Pasolini. I suoi eredi, però, avrebbero potuto creare problemi in relazione al copyright. Servizio pubblico è il nome dell’associazione nata anche allo scopo di raccogliere contributi per la nuova trasmissione. Fino a pochi giorni fa, aveva ricevuto 600mila euro. La pagina Facebook dell’associazione ha già 80mila iscritti. Si tratta di numeri chiaramente destinati a crescere con l’inizio ufficiale della trasmissione, anche se il sito di Servizio pubblico ha già pubblicato numerose interviste, compresa quella ai due poliziotti presenti alla manifestazione del 15 ottobre.

Quello  che stiamo facendo è anche un atto d’amore nei confronti della tv di Stato – ha detto Michele Santoro secondo quanto riporta l’agenzia Agi. – Io sono della Rai ma non potevo continuare a lavorare contro la volontà del mio editore. Non soltanto dovevo lavorare e fare profitti ma poi dovevo difendermi coi miei soldi dalle aggressioni che l’azienda mi faceva, usando il denaro che noi stessi avevamo portato nelle casse della Rai. Era un paradosso insopportabile, oltre a uno stress psicologico enorme”.

Sulla libertà di stampa nel nostro paese: “Solamente in Italia si considera la politica arbitro dell’informazione – ha spiegato l’ex conduttore di Annozero. – La prima cosa che bisogna fare per rendere l’Italia un Paese normale è allontanare i politici dall’informazione. Fin quando noi giornalisti non ci indigneremo per questo, significa che saremo in una condizione di semilibertà. La mia trattativa con la7? Al momento dell’accordo è spuntata una richiesta per sottoporre ogni nostra azione della trasmissione a verifiche dell’ufficio legale di Telecom Italia Media. Ciò – ha aggiunto Santoro – è violazione dei contratti che tutelano l’autonomia dei giornalisti”.