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Ascolti tv e analisi della terza puntata di Servizio Pubblico di Santoro

Scritto da , il Novembre 18, 2011 , in Programmi Tv Tag:,
Michele Santoro e Antonio Di Pietro

text-align: justify”>Michele Santoro e Antonio Di PietroIeri sera è andata in onda la terza puntata di Servizio Pubblico. Francamente ho un solo dubbio: se fosse stata più noiosa la seconda o quest’ultima. Ma che succede a Michele Santoro? E’ andata via dalla Rai perché si sentiva assediato dalla politica e per riguadagnarsi la tanto agognata e sbandierata libertà. Ora che la libertà ce l’ha, sembra essersi trasformato in un agnellino. La cosa più interessante di ieri sono state le vignette di Vauro, che si è scagliato a più riprese contro Mario Monti, Berlusconi, la Chiesa, il Pd… Anche Marco Travaglio ha fatto il suo solito lavoro, evidenziando i mille conflitti del nuovo ministro Corrado Passera. Che, tra le altre cose, è anche il regista della svendita dell’Alitalia. Sì, e il resto? Sbadigli a non finire per una puntata inutilmente lunghissima.

In studio c’erano Antonio Di Pietro, Flavio Tosi (sindaco di Verona), Federico Rampini (giornalista di Repubblica), Tito Boeri (economista). Il leader dell’Italia dei Valori è parso più agguerrito che mai. Ha detto di essere molto diffidente nei confronti del nuovo governo e che prima vuole capire che programma Monti intende portare avanti. Per Di Pietro è necessario cambiare la legge elettorale e dare voce ai cittadini il prima possibile. L’ex magistrato ha affermato qualcosa che probabilmente farà infuriare quelli della Lega Nord: “C’è più mafia a Milano, che a Palermo”.

Ieri hanno parlato gli operati e gli studenti indignati. Ci sono stati i sondaggi su Facebook e c’è stata la sorpresa Marracash, che si è esibito dal vivo. Toni pacatissimi, in studio. E questo ci sta bene, perché un programma televisivo non è e non deve essere un incontro di rugby. Cosa manca, allora? Le inchieste. Completamente sparite. Un servizio lunghissimo è stato dedicato ai festeggiamenti per le dimissioni di Berlusconi (c’era proprio bisogno?). Si è dato rilievo alle dichiarazioni del boss Mandalà rispetto ai presunti rapporti amichevoli con Schifani e Della Loggia. E poi? Nulla più. Dove sono le inchieste di Sandro Ruotolo? L’ex giornalista Rai stavolta ha intervistato il leader dell’Udc Casini. Nessuna domanda scomoda, così come era stato nelle precedenti interviste dello stesso Ruotolo. Eppure sappiamo tutto quanto l’ex inviato di Annozero sia capace e coraggioso.

Veniamo agli ascolti in tv della puntata di ieri. Le persone che hanno seguito Santoro sono state 2,4 milioni (a cui poi vanno aggiunti tutti gli spettatori del web): lo share è stato del 9,7%. I dati sono in costante ribasso rispetto agli esordi. La prima puntata aveva avuto 2,8 milioni di telespettatori (12,03%), la seconda era arrivata a 2,6 milioni (10.42%). Che il poco coraggio della trasmissione stia allontanando il pubblico? I dati sembrano dire di sì, almeno per ciò che riguarda quelli televisivi.