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Ascolti tv in picchiata, Mi manda Rai3 sospesa: una sconfitta per tutti

Scritto da , il 30 Novembre, 2011 , in Programmi Tv
edoardo camurri conduce mi manda rai tre

text-align: justify”>edoardo camurri conduce mi manda rai treLa direzione di Rai3 ha appena deciso di sospendere la programmazione di Mi manda Rai Tre. La trasmissione che fu di Marrazzo e Vianello, condotta ultimamente da Edoardo Camurri (nella foto), ha fatto segnare una serie di dati di ascolto pesantemente negativi. L’ultima puntata ha realizzato la miseria di 738mila spettatori con uno share medio pari al 2.84 di share. Un risultato nettamente inferiore rispetto a quelli del passato e rispetto anche ai dati che fa registrare Rai Tre in quella fascia oraria. Voglio ringraziare curatori, autori e conduttori per l’impegno profuso in questa edizione – dichiara in un comunicato stampa il direttore di Rai Tre Antonio di Bella – ma il nostro sforzo comune non è riuscito a catalizzare l’interesse del pubblico. Non possiamo che prenderne atto. Siamo già al lavoro – ha aggiunto il dirigente di Viale Mazzini – per strutturare nuove offerte editoriali in queste e altre fasce d’ascolto”.

Lasciateci dire che la chiusura di Mi Manda Rai Tre rappresenta una grande sconfitta sia per la tv pubblica, sia per gli spettatori. Si tratta, infatti, di uno dei pochi programmi che veramente offriva un servizio al cittadini. Utenti e consumatori, in questi anni, hanno potuto portare alla ribalta i soprusi perpetrati da enti pubblici, agenzie, liberi professionisti, banche, grandi e piccole aziende, commercianti, ecc. Nel programma il conduttore non ha mai fatto il ‘cerchiobottista’. Si è schierato apertamente dalla parte del cittadino, pur dando la possibilità ai veri o presunti malfattori di difendersi. Marrazzo e Vianello prima, Camurri poi, hanno svolto il loro compito egregiamente. Senza paura e ipocrisie. Purtroppo, come ben sappiamo, qualità e utilità del servizio e ascolti tv non vanno di pari passo. Anzi, spesso prendono direzioni diametralmente opposte. In Rai, di certo, non fanno drammi per la chiusura della trasmissione. Le grandi aziende, spesso sotto accusa, festeggiano. E che dire degli italiani? Il fatto che certi programmi spariscano per mancanza di pubblico la dice lunga sulla loro etica e la loro cultura. O forse la verità è un’altra e cioè che nell’era Monti bisogna essere tutti felici, spensierati e c-o-e-s-i e guai dunque a parlare delle ingiustizie, delle truffe, degli imbrogli e del malaffare? Ognuno sia dia la risposta che vuole.