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Maurizio Crozza su Mario Monti: sento odore di cetriolo

Scritto da , il Novembre 13, 2011 , in Personaggi Tv Tag:
maurizio crozza

text-align: justify”>maurizio crozzaIeri le dimissioni di Silvio Berlusconi. L’ex premier, stavolta, ha mantenuto le promesse. Aveva detto che avrebbe lasciato il trono subito dopo l’approvazione della legge di stabilità (così la chiamano, paradossalmente) e così è stato. Dalle 21.42 di sabato 12 novembre 2011 Berlusconi non è più il presidente del consiglio. Non è la prima volta che gli capita di abbandonare la poltrona a lui più gradita, però probabilmente è l’ultima. Berlusconi ha ormai 76 anni e non gode, nel suo partito, di quel sostegno che aveva sempre avuto prima, anche nei momenti più difficili. Sa bene, inoltre, che se si andasse a nuove elezioni e lui fosse il candidato premier, la debacle sarebbe inevitabile e umiliante. Il fondatore di Mediaset, ormai, sta cercando di salvare il salvabile. Due le cose che più gli stanno a cuore in questo momento: da una parte, la sua libertà personale, messa tremendamente in discussione dai tanti processi in cui è imputato; dall’altra parte, la sorte delle sue aziende. Per Mediaset è stato un anno terribile, il 2011. Il titolo, in Borsa, continua a crollare. Nei giorni scorsi Mediaset ha perso anche il 10% in una sola seduta. Temono, gli operatori, che senza Berlusconi al governo il gruppo di Cologno Monzese potrebbe subire pesanti ripercussioni economiche. L’ennesima prova, se ce ne fosse bisogno, del conflitto d’interessi.

Ma badate bene, è da sciocchi pensare che Berlusconi sia l’unico a provocare questo tipo di problemi. Che dire, ad esempio, di Mario Monti? Il futuro premier, osannato a reti unificate e da tutti i quotidiani (eccetto un paio), è l’esponente di quel mondo bancario che la crisi finanziaria l’ha pilotata e che con la crisi ha speculato. Ora Confindustria, Vaticano, Bce, Fmi, Quirinale, gli old media, lo pseudocentrosinistra, il terzo polo e ciò che resta del Pdl vorrebbero farci capire che lui e solo lui, il divino, può essere il salvatore della patria. E guai a dire il contrario. Claudio Messora, ad esempio, nel corso di Servizio Pubblico, si permesso di dire che Monti è messo lì per tutelare gli interessi di quelle grandi banche per le quali ha sempre lavorato attraverso la partecipazione a organizzazioni che nulla hanno di democratico e trasparente. Michele Santoro si è fatto una risatina e ha dato rozzamente del “complottista” al blogger. Se complottista è Messora, allora deve esserlo anche Maurizio Crozza (nella foto). Sentite cosa ha detto durante Italialand sul prossimo presidente del consiglio.