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Ascolti tv, Piazzapulita risale

Scritto da , il 30 Dicembre, 2011 , in Ascolti Tv
piazzapulita

text-align: justify”>piazzapulitaNonostante le festività natalizie, Piazzapulita è andato in onda. Il programma di Corrado Formigli ha approfittato della pausa di Servizio Pubblico per fare segnare ascolti importanti. La puntata di ieri è stata vista da 1,8 milioni di spettatori per uno share del 7,3%. Se si tiene conto solo di quest’ultimo dato, si è trattato della quinta trasmissione più vista in prima serata. Piazzapulita è stato ancora una volta dedicato alla crisi economica che si è abbattuta sul paese e alle iniziative che il governo Monti ha preso e intende prendere per fronteggiarvi. Ospiti, tra gli altri, erano il giornalista Luca Telese; l’economista Gustavo Piga; il sottosegretario all’economia Gianfranco Polillo. L’esponente dell’esecutivo ha ripetuto quella che ormai sembra essere diventata una preghiera: “Noi siamo un paese che da diversi anni vive al di sopra delle proprie capacità”. Ma a chi si riferisce, Polillo? Ai manager milionari che spesso fanno più danno che bene? Alle caste di cui il paese è pieno e stufo? Ai dirigenti pubblici con stipendi stratosferici e scelti in base a criteri totalmente antimeritocratici? Alla classe politica, sempre più ignorante e corrotta, che non arretra di un passo sui propri privilegi? Ai diplomatici italiani all’estero che costano ogni anno miliardi di euro? Di chi parla Polillo? Non di queste categorie, naturalmente.

Il governo Monti, sostenuto affettuosamente da Napolitano e dalla inedita maggioranza Pd-Pdl-Udc-Fli, prosegue con una politica che sembra la fotocopia di quella berlusconiana: togliere ai poveri e premiare i ricchi. Come leggere altrimenti l’aumento dell’Iva, il record del prezzo della benzina, l’aumento delle imposte e la diminuzione delle già misere pensioni? Ieri, nel corso della puntata, hanno preso la parola disoccupati e precari che stanno per perdere il lavoro. Gente che da un momento all’altro rischia di finire letteralmente per strada. Persone a cui lo Stato non vuole più dare risposte. La frase d’ordine è “fare sacrifici“. E pazienza se c’è chi i sacrifici li fa già da una vita e in cambio si ritrova un pugno di mosche in mano.