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Ballarò, il video di Maurizio Crozza del 13 dicembre

Scritto da , il 14 Dicembre, 2011 , in Programmi Tv
maurizio crozza

text-align: justify”>maurizio crozzaIeri sera è andato in onda Ballarò. E’ il programma che, a quanto pare, gode della maggiore fiducia nel panorama informativo tv del nostro paese. La trasmissione condotta da Giovanni Floris precede Report e Matrix, nonché Servizio Pubblico e Porta e Porta. Il programma di Rai Tre sta facendo segnare record d’ascolto, con puntate che viaggiano anche oltre i 6 milioni di telespettatori e lo share che supera abbondantemente il 20%. Ma cosa ha favorito il boom di Floris? Difficile spiegarlo, anche perché se è vero che Michele Santoro non è più in Rai, è vero anche che Servizio Pubblico e Ballarò vanno in onda in due giorni diversi, così come era – d’altronde – ai tempi di Annozero. Può darsi che il pubblico sia aumentato perché il programma si occupa molto di economia e finanza, argomenti a cui i tg e i quotidiani, nell’ultimo anno, hanno dedicato uno spazio sempre crescente.Ieri il talk show condotto da Floris ha parlato degli effetti della manovra sulle tasche dei cittadini. Scatenato, più che mai, Maurizio Crozza (vedi foto), nella copertina. Il comico genovese ha ironizzato sul governo Monti e sulle caste d’Italia. “Abbiamo colpito i pensionati, gli anziani…i notai, quelli no, abbiamo colpito la casta dei nonni. Ma perché non si possono toccare le farmacie? Perché hanno la croce fuori? E cosa sono, luoghi di culto anche loro? Sono contrari alla liberalizzazione delle farmacie e hanno ragione. Oggi essere titolare di farmacia è durissimo: intanto bisogna essere nato in una famiglia di farmacisti e non è facile. Poi devi avere il camice bianco, l’aria un po’ scazzata. Hanno anche il bisturi, ma lo usano per togliere l’etichetta… Ora la cosa strana è che il Pdl che è liberale è contro le liberalizzazioni. Il Pd che è di sinistra è a favore…In questo pensiero c’è il pensiero mafia: ce l’hanno anche farmacisti, notai, tassisti, giornalisti, parlamentari. Non si riescono a toccare le caste. Pensiamo allo stipendio dei parlamentari: dovrebbero tagliarselo loro stesso. E’ come se Berlusconi stesso decide se tagliarsi la figa“. Da Berlusconi a Don Verzè il passo è breve. Le bordate di Crozza hanno colpito anche il prete manager.

 

http://www.youtube.com/watch?v=Mc_vEw7fkzk