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Fabio Volo: “Prima di tv, cinema e romanzi, facevo il panettiere”

Scritto da , il 13 Dicembre, 2011 , in Personaggi Tv
Fabio Volo

text-align: justify”>Fabio VoloFabio Volo (nella foto, tratta dal suo profilo Facebook) è sicuramente uno che divide. Per taluni è un vero e proprio idolo, un esempio; per i detrattori farebbe decisamente meglio a smetterla di scrivere e recitare al cinema. Diventato noto al grande pubblico soprattutto grazie a Mtv e prima ancora a Le Iene, oggi Fabio Volo (ma il suo cognome è Bonetti) domina le classifiche dei libri più venduti in Italia. Ogni suo romanzo è destinato a diventare un bestseller. Le cifre sono decisamente dalla sua parte: ha già venduto 5 milioni di copie e non ha nessuna intenzione di fermarsi. Insomma, l’editoria sarà pure in crisi, ma per Fabio Volo questa parola, almeno dal punto vista economico, non esiste più. Esisteva, però, fino a due decenni fa, quando come lavoro faceva ancora il paniettere. “Lavoravo con mio padre al panificio e a un certo punto ho detto basta. Lasciavo la mia famiglia in condizioni economiche precarie e sembrava che abbandonassi la nave che affondava – ha confidato Fabio Volo a Repubblica. – Non è stato semplice: sia andarmene sia entrare in un nuovo mondo”.

Oggi il ricco Fabio Volo trascorre gran parte dell’anno tra Parigi e New York. Fa l’attore e presenta i suoi libri in giro per l’Italia. Ma com’è stato possibile questo cambiamento radicale rispetto a un passato nemmeno troppo lontano? “Avevo un bisogno di rivalsa sociale e non sopportavo l’umiliazione che la mia famiglia e i miei amici hanno subitospiega l’attore. – Accorgersi della spocchia di certi individui che utilizzavano la cultura per tenerti lontano, per farti capire che loro erano migliori di te, mi ha fatto venire la rabbia. Così me ne sono andato. Per disperazione, per impotenza, perché non ne potevo più“.

Sulle numerose critiche che subiscono i suoi romanzi: “C’è una fascia di persone, anche su internet, che continua ad attaccarmi, a dirmi non sei dei nostri, non dovevi permetterti di scrivere, tu sei e sarai sempre il panettiere di Brescia. È una condanna – spiega a Repubblica Fabio Volo. – Giusto o sbagliato, bello o brutto, banale o eccitante, io racconto il mio mondo. Distinguo sempre tra la critica al libro, che per me va benissimo, dall’attacco alla persona. Chiunque scriva pensa di fare un capolavoro. Ma alla fine io sono solo Fabio Volo. Il successo che ho mi sorprende un po’. C’è chi addirittura ipotizza che non sia io a scrivere i romanzi, che li copio. Ma non è così. Io lavoro duramente e – dice ancora lo scrittore giramondo – faccio quello che desidero. Amavo scrivere già da adolescente“.