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Lele Mora ha tentato il suicidio nel carcere Opera di Milano

Scritto da , il 31 Dicembre, 2011 , in Personaggi Tv
Lele Mora

text-align: justify”>Lele MoraLele Mora he tentato ieri il suicidio nel carcere milanese di Opera, dove è detenuto dallo scorso giugno. La notizia è stata diffusa dal sindacato Uilpa, che comunque sottolinea come quello dell’ex agente dei vip potrebbe essere stato, in realtà, un gesto dimostrativo per attirare l’attenzione sulla vicenda giudiziaria. Il detenuto era già sottoposto a particolare sorveglianza. Il goffo tentativo è stato fatto con dei cerotti che l’ex parruchiere ha applicato su naso e bocca. Immediato ed efficace è stato l’intervente delle forze dell’ordine. “Considerate le modalità – si legge ancora nella nota del sindacato – più che ad un reale tentato suicidio è forse più appropriato riferirsi a un gesto dimostrativo, che non è escluso possa essere stato fatto per attirare l’attenzione sulla sua vicenda processuale“.

Lele Mora è in carcere dallo scorso 20 giugno e vi è sempre rimasto, eccezion fatta per una parentesi di due settimane, quando aveva avuto un collasso e aveva perso 30 chili. Ma negli ultimi tempi le sue condizioni sono migliorate. I suoi legali hanno chiesto la scarcerazione. La decisione sarà presa dal Tribunale del riesame di Milano il 4 gennaio.

Lele Mora ha già patteggiato 4 anni e 3 mesi di reclusione per bancarotta fraudelenta della LM Management (16 milioni di euro di passivo, crac di 8,4 milioni) ma altri processi, tra cui il caso Ruby (viene accusato di sfruttamento della prostituzione), lo vedono coinvolto come imputato. L’ex parrucchiere ha inoltre debiti milionari con il fisco.

Due giorni fa, prima del presunto tentativo di suicidio di Lele Mora, era sorta una diatriba tra Marco Travaglio e l’editorialista del Corriere della Sera Pierluigi Battista. “Non bisogna ammalarsi come Mora (colpevole o innocente che sia) per comprendere che il carcere preventivo prolungato può essere tortura“, scriveva Battista. E il giornalista di Servizio Pubblico gli ricordava la fedina penale dell’ex manager e gli spiegava che ha una cella singola nel carcere di Opera. Quando invece decine di migliaia di detenuti italiani sono ammassati in orrende stanze di pochi metri quadrati. Bisognerebbe preoccuparsi delle condizioni tragiche di tutte le persone dietro le sbarre, e non solo dei milionari, degli ex milionari e dei vip.