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Report: l’inchiesta su Don Verzè, il prete-manager

Scritto da , il 12 Dicembre, 2011 , in Personaggi Tv
milena gabanelli

text-align: justify”>milena gabanelliUn prete dovrebbe essere una persona che si batte per diffondere la parole di Cristo, che opera in favore dei più deboli, che si scaglia contro le ingiustizie, che lotta contro il materialismo imperante. Quando devo pensare a un prete che svolge con questo spirito la sua missione mi viene subito da citare Don Andrea Gallo, Don Luigi Ciotti, Padre Alex Zanotelli. Quando invece devo pensare all’antitesi più totale, non può che venirmi in mente Don Luigi Verzè. Ed è di lui che si è occupato ieri Report. Il programma di inchieste giornalistiche condotto da Milena Gabanelli (nella foto) ha cercato di fare luce sui tanti misteri (tanti quanti i debiti) che nasconde il San Raffaele, l’ospedale voluto da Don Verzè che oggi è diventato una sorta di multinazionale.

Il San Raffaele è da mesi sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Milano, che indaga sulle ipotesi di bancarotta fraudolenta, false fatturazioni e altri reati. La situazione dell’Ospedale è drammatica, con i creditori e i dipendenti che rischiano di non avere il denaro che gli spetta. Ma com’è potuto accadere? Perché un Ospedale così all’avanguardia rischia il crac? Qualche risposta averebbe potuta darla Mario Cal, il braccio destro di Don Verzè. Ma il 18 luglio scorso il manager si è suicidato.

L’inchiesta di Alberto Nerazzini ci ha portati fino a Salvator de Bahia, dove si trova il quartier generale del prete manager. Qui Verzè ha fatto costruire ospedali: in teoria dovevano essere aperti a tutti, nella pratica – spiegavano gli intervistati – solo i più ricchi possono avervi accesso, in quanto è necessaria l’assicurazione. A Salvator de Bahia il prete manager ha anche una lussuosa villa, rigorosamente con piscina. Un uomo racconta a Nerazzini che vede spesso arrivare l’aereo privato di Verzè e che nella casa si tengono feste con belle donne. Un imprenditore si spinge ad affermare che dirigenti del San Raffaele vanno in Brasile anche per fare sesso con ragazzine di 15-16 anni. Quest’ultimo aspetto è probabilmente il più sconcertante, ma lo è anche il fatto che l’Ospedale abbia speso milioni di euro per acquistare un aereo. Don Verzè ha sempre detto che era per volare dai più poveri di tutto il mondo ed evitare il traffico. Ma le tratte del velivolo dimostrano che le rotte sono ben altre: con buona pace dei poveri e degli ammalati.

Il sacerdote ha trasformato il San Raffaele in una multinazionale che investe persino sull’uva senza semi (!) e si è distinto per lo spreco di denaro e la mancanza di trasparenza nelle operazioni. Il suo ufficio di Milano è costato decine di milioni di euro: un dato che non sorprende più di tanto se si tiene conto della megalomania del personaggio. Un uomo, don Verzè, da sempre amico di tutti i potenti: destra, sinistra, centro, nulla importa. Sono categorie vuote, quelle. Sono tutti uguali, gli uomini di potere, agli occhi del 91enne prete. Berlusconi lo adora, ma anche Andreotti e Craxi hanno avuto rapporti strettissimi con lui. Formigoni, presidente della Regione Lombardia, ogni anno lo foraggia con centinaia di milioni di euro (è il liberismo 3.0, bellezza). Intanto la Fondazione San Raffaele affonda. Dove sono finiti i soldi? Sono andati ai poveri cristi a cui don Verzè tanto ama paragonarsi? Oppure sono stati risucchiati da false fatturazioni, affari sporchi, sprechi, lusso e investimenti sciagurati? La magistratura indaga, ma il quadro fornito ieri dall’ottima trasmissione della Gabanelli è piuttosto sconcertante.