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Santoro, Servizio Pubblico: analisi e ascolti della quinta puntata

Scritto da , il Dicembre 2, 2011 , in Programmi Tv Tag:,
Servizio Pubblico

text-align: justify”>Servizio PubblicoIeri sera la quinta puntata di Servizio Pubblico (in foto), interamente dedicata a pensioni, debito pubblico e debito privato. Le grandi difficoltà dei piccoli e medi imprenditori a pagare i mutui contratti con le banche stanno diventando una vera e propria tragedia sociale. Non sono pochi quelli che, strozzati dal debito, per disperazione, si suicidano. Ieri hanno preso la parola in studio due ristoratori che saranno probabilmente costretti a chiudere in quanto l’imposizione fiscale è troppo alta in questo paese. Decine di migliaia di euro ogni anno. Un ristoratore ha detto che qualcosa si è costretti a evadere, altrimenti chiunque fallirebbe subito. Ma come si comporta lo Stato quando l’evasione è di decine di milioni di euro? Lo abbiamo visto tutti. Quando in mezzo ci sono personaggi ricchi e famosi, l’Agenzia delle entrate è pronta a fare sconti astronomici, del 70-80%: manco fossimo al supermercato nel reparto prodotti in scadenza… Ma se a essere coinvolto è un comune cittadino – un non vip, un non politico – tirarsi fuori dalla situazione diventa praticamente impossibile. Perché interviene Equitalia e il debito aumenta a tal punto da divenire impagabile. Non sono pochi gli imprenditori che hanno perso tutto, a partire dalla speranza. Ma questo, ai politici, interessa assai poco. Chissà ai super tecnici…

Ieri Marco Travaglio si è scagliato anche con i colleghi, in particolare quelli de La Stampa e Repubblica, accusati di spudorato servilismo nei confronti del governo Monti. Massimo Giannini, vice direttore di Repubblica, ha risposto che anche loro hanno criticato il nuovo esecutivo e sono pronti a farlo ancora. Anche se pare inutile negare: Monti gode di un consenso pressoché totale tra gli old media. Un consenso che, di conseguenza, è diffusissimo anche tra i cittadini.

Il protagonista assoluto di ieri è stato l’ex ministro Renato Brunetta, con un ‘possesso parola’ di una trentina di minuti. Non abbiamo capito moltissimo di ciò che voleva dire, a parte il fatto che sembrava sforzarsi di imitare Sgarbi. Solo che al posto di “capra”, il professore ripeteva all’infinito “favole”, rivolgendosi a Cofferati.

Tra i pochi a dire cose concrete e di buon senso, oltre ai cittadini e agli studeti vessati dallo Stato, c’è stato l’economista francese Jean Paul Fitoussi: “A pagare per la crisi sono sempre gli stessi. Il peso sulle spalle dei meno abbienti diventa sempre più forte. La cosa più importante è il lavoro, non la parità di bilancio. Come faranno i giovani, se per loro inizia così male? La crisi dimostra che il nostro sistema è malato. La disuguaglianza è molto più alta di prima. La strada che stiamo percorrendo è sbagliata“.

Gli ascolti tv di ieri: 2 milioni di spettatori e 8% di share. Risultati dunque in linea con quelli della puntata scorsa, ma in netto calo rispetto all’esordio.