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Italia sul 2: La Rai costringe Milo Infante al silenzio. Il servizio pubblico diventa a domicilio

Scritto da , il Gennaio 29, 2012 , in Personaggi Tv Tag:
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Il detto “tra moglie e marito non mettere il dito” è proprio vero. Del resto si sa che la saggezza popolare è tanto caustica quanto genuina. Peccato che nel caso Milo Infante contro tutti nessuno abbia percorso la navata e detto il suo “sì, lo voglio”. Anche se, a quanto pare, la metafora della navata non è poi così anacronistica quanto potrebbe sembrare ad una prima superficiale analisi. Per chi si fosse perso gli ultimi sviluppi in casa Rai, la questione riguarda il contenitore del pomeriggio del secondo canale, l’Italia sul 2. Tutto nasce dal ridimensionamento lamentato da Milo Infante nei confronti del suo ruolo all’interno del programma, tutto a favore della sua collega Lorena Bianchetti.

La nostra redazione ha provato a contattare Milo Infante (in foto, ndr) per offrire ai nostri lettori delle notizie il più possibile dirette sul caso. Le ultime dichiarazioni ufficiali, infatti, sono quelle che il giornalista ha rilasciato, come ci ha spiegato lo stesso Milo, a “Il giornale”, in data 20 gennaio: le ultime dichiarazioni ad essere state autorizzate; parliamo, quindi, della scorsa settimana. Dopo ciò, il silenzio. Il conduttore ci ha spiegato che, per quanto gli farebbe piacere raccontare la sua vicenda direttamente, “la Rai ha deciso che non possono rilasciare interviste”. Una sorta di gioco del silenzio che, a parer nostro, va esclusivamente contro gli interessi del giornalista Rai.

Adesso vedrete che scenderà in campo la macchina dei giochi di potere. Già serpeggia nel web, e non solo, “donna ironia” che cercherà con tutte le sue forze di relegare la questione Infante ad una semplice lite tra pettegole del secondo piano. Ma, è bene che lo sappiate, non è così. I fatti parlano chiaro: un giornalista viene ridimensionato all’interno del suo stesso programma che ha contribuito a far crescere negli anni non solo in termini di ascolti, ma coltivando un rapporto sincero con il pubblico (di questo ne è prova anche il movimento pro Infante nato spontaneamente su Facebook). Perché? Come ha spiegato lo stesso Infante nell’intervista al Giornale: “Le motivazioni potrebbero essere solo tre: non mi si ritiene in grado di parlare di economia, cronaca e politica (ma allora non si capisce perché me l’hanno fatto fare per anni); sono improvvisamente diventato antipatico al vice direttore Roberto Milone responsabile del programma; oppure ci sono motivazioni di tipo politico“.

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Scartate le prime due non rimane che la terza opzione. Alla signora Lorenza Lei, Direttore Generale della Rai, e per emanazione al vice direttore Milone, garba un atteggiamento filo cattolico, Udc per intenderci, che la Bianchetti sembra sposare correttamente. Che ce ne facciamo, allora, di Milo Infante? Ma vi diciamo di più. Se la situazione si complica, agnello sacrificale (la metafora biblica è quanto mai calzante) sarà la stessa Bianchetti: fatti fuori entrambi nessuno potrà recriminare nulla e la giustificazione della scelta ricadrà sugli ascolti in caduta libera (i nomi sono quelli della Falcetti che già ci prova con Rai2: Istruzioni per l’uso e Piroso). Ma non dobbiamo mollare. Come ha ben ricordato Infante anche l’Italia sul due ha “un pubblico importante. E a nessuno sfugge che gli equilibri politici all’interno della Rai sono cambiati.

E’ arrivato il momento di alzare la voce e di riprenderci ciò che è nostro. Il servizio pubblico, con cui tanti si riempiono la bocca, si è trasformato in un servizio a domicilio: peccato che il centralino risponda solo a determinati clienti.

Chi legge questo articolo certamente ricorderà gli esordi dell’Italia sul due con Milo Infante e Monica Leofreddi: tempi in cui ad essere premiata era la serietà nel lavoro, il talento e la passione.Ricordo con nostalgia Monica, con la quale peraltro mi sento da anni quasi quotidianamente”, ci ha confessato il giornalista. Non c’è altro da dire, questa battaglia non deve essere persa. Se poi sceglierete l’agnello sacrificale, sappiate almeno a cosa andrete incontro.