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Lele Mora resta in carcere, lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Milano

Scritto da , il 4 Gennaio, 2012 , in Personaggi Tv
Lele Mora

Niente da fare per Lele Mora (nella foto). L’ex manager dei vip dello spettacolo dovrà restare nel carcere Opera di Milano. Nelle scorse settimane i legali di Mora avevano chiesto la scarcerazione del loro assistito a causa dell’aggravarsi delle condizioni di salute. L’ex parrucchiere ha perso molti chili ed è depresso. Una condizione che probabilmente riguarda la maggior parte delle persone che finiscono dietro le sbarre. Il 30 dicembre scorso l’ex agente dei vip avrebbe anche tentato il suicidio tappandosi la bocca e il naso con dei cerotti che i detenuti hanno a disposizione. Poi si è scusato con tutti per il gesto di disperazione. Ma per la polizia penitenziaria dell’Opera di Milano, in realtà, potrebbe essersi trattato di un gesto finalizzato a tenere alta l’attenzione sul suo caso.

La decisione del Tribunale dei riesame di Milano di bocciare per l’ennesima volta la richiesta di scarcerazione è giunta pochi minuti fa. Stando a quanto riferito da Studio Aperto, secondo i giudici c’è il rischio che l’ex agente dei vip tenti la fuga all’estero. Il Tribunale, evidentemente, deve avere ritenuto che le condizioni di salute di Mora non siano tali da giustificare un ritorno a casa. I legali dell’uomo, comunque, non si arrendono. In questo momento agli avvocati rimangono due possibilità aperte per un eventuale alleggerimento della misura. O si aspetta la perizia disposta d’ufficio dal gip di Milano, Elisabetta Meyer, che potrebbe stabilire un’incompatibilità con il carcere; oppure si presenta ricorso alla Corte di Cassazione.

Lele Mora si trova in carcere dal 20 giugno del 2011. Per la bancarotta della sua LM Management, ha patteggiato una pena di 4 anni e 3 mesi. Ma i guai dell’ex parrucchiere non finiscono qui. Mora, infatti, assieme a Emilio Fede e Nicole Minetti è sotto processo anche per il caso Ruby. L’accusa è quella di avere favorito e indotto alla prostituzione delle ragazze, alcune delle quali minorenni.