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TgCom24, Giorgio Panariello: “Mio fratello potevo essere io”

Scritto da , il Gennaio 24, 2012 , in Personaggi Tv Tag:,

text-align: center”>Foto Giorgio Panariello parla di suo fratello Franco

Giorgio Panariello per la prima volta parla in un’intervista della morte del fratello Franco avvenuta il 27 dicembre dello scorso anno per un overdose di eroina. A pochi mesi dal suo show televisivo, Giorgio apre il suo cuore e lo fa tramite le pagine del settimanale Vanity Fair dove racconta come per lui quella tremenda notizia è stata un fulmine a ciel sereno: “So bene, però, che un drogato può anche essere fisicamente a posto, ma se non lo è psicologicamente, in maniera assoluta e definitiva, è tutto inutile: sarà sempre a rischio. Per salvarsi bisogna essere forti, e Franco era una persona fragilissima. Nel 2006, dopo sei anni passati a San Patrignano, sembrava pulito”. Durò poco perchè gli anni successivi sono stati caratterizzati da alti e bassi, compreso un brutto incidente d’auto, fino a quando Franco è entrato nella comunità di recupero di Don Mazzi, dove è stato fino al 2010. Da lì era uscito: “Adesso pensavo fosse a posto, ma evidentemente dentro aveva ancora una scintilla che non si era spenta. Il 26 sera è tornata fuori la sua debolezza, e gli è stata fatale. Giorgio e Franco hanno entrambi alle spalle un brutto passato: la madre li ha abbandonati quando erano piccoli e nessuno dei due ha conosciuto il rispettivo padre. Giorgio è stato affidato ai nonni materni, mentre Franco è finito in un istituto dove passò i primi dodici anni della sua vita. Per questo Panariello nell’intervista ci tiene a “dire che i figli vanno messi al mondo in maniera responsabile, e fin da piccoli seguiti, rassicurati, amati”.

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Giorgio Panariello racconta poi di come appena saputa la notizia della morte del fratello ha provato tanta rabbia: “Quando ho saputo, la mia prima reazione è stata di rabbia: Franco, giurandomi che aveva smesso per sempre, mi aveva preso per il culo ancora una volta. Questo ho pensato lì per lì, anche se poi l’autopsia ha confermato che, prima di quella sera, era stato davvero “pulito” per un lungo periodo. Rabbia, tanta rabbia. Solo dopo è arrivato il dolore. E i ricordi”. E se invece in quell’istituto fosse finito Giorgio e non Franco? “Forse avrei fatto la sua stessa vita, e oggi a parlare con lei ci sarebbe Franco. O forse no, non lo so. C’è poco da dire: io sono stato fortunato, lui sfortunatissimo”.