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Calcio, per i diritti tv in chiaro 2012/2015 nulla di fatto. Adesso trattativa privata

Scritto da , il 13 Febbraio, 2012 , in Personaggi Tv
offerta rai diritti calcio

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Tutto è ancora possibile, in tema di acquisizione dei diritti radiotelevisivi per il prossimo triennio di serie A. Tra gli scenari non più da escludere, emerge l’ipotesi “spezzatino” tra due diverse fasce orarie per la trasmissione delle sintesi dei match, con la conseguente esclusione della Rai da una di esse. Proprio l’azienda di Viale Mazzini, ad oggi titolare di un importante pacchetto in chiaro che comprende Quelli che il Calcio, Novantesimo Minuto, Stadio Sprint e La Domenica Sportiva, si trova a rincorrere Mediaset in posizione di crescente svantaggio. Mentre il gruppo del Biscione conserva ed incrementa la sua quota di mercato grazie alla rilevante copertura della piattaforma sul digitale terrestre, l’offerta in pay-tv di Sky continua a tenere il passo e la Rai trova un muro nella Lega Calcio, col rischio di chiusura o trasloco di importanti trasmissioni “storiche”. Le offerte della Rai per i diritti audiovisivi 2012/2015 non sono state ritenute “congrue” dall’organismo di vertice della massima serie, la Lega Calcio presieduta da Maurizio Beretta, deciso a valorizzare al massimo le potenzialità economiche dei diritti in oggetto.

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Nel limbo degli esclusi, peraltro, giacciono da tempo altre emittenti, come il gruppo Europa 7 dell’editore Di Stefano, e Pangea (limitatamente alle partite trasmissibili sul digitale terrestre non coperte da Mediaset). Massima incertezza, pertanto, sulla sorte dei programmi sportivi di punta targati Rai, alcuni dei quali (in caso di esito negativo della trattativa) potrebbero traslocare sulle reti concorrenti: non mancherebbero proposte in tal senso da parte di Sky, come risulta da alcune indiscrezioni circolate negli ultimi giorni. E’ presto ancora per trarre le conclusioni, anche perché da qui al prossimo mese sarà febbrile l’attività “diplomatica” dei dirigenti di Viale Mazzini per scongiurare il rischio di una debacle su tutti i fronti: più volte, tra Campionato di Serie A e Mondiali, si era giunti ad un accordo in extremis, garantendo la continuità nell’offerta degli eventi sportivi di maggiore rilevanza sui canali pubblici. Se da un lato non mancano, tra gli appassionati di lungo corso del pallone, i nostalgici del “vecchio regime” con le partite in contemporanea senza anticipi/posticipi e pay tv, dall’altro lato la “fame di calcio” degli italiani sembra destinata a durare. Lo dimostra, come sottolineano in Lega Calcio, il seguito non trascurabile degli incontri di Coppa Italia trasmessi in questa stagione, coi 9 milioni di spettatori raggiunti da Rai Uno durante Milan-Juventus per citare l’esempio più clamoroso. La cancellazione (totale o quasi) dello sport popolare per eccellenza dalla programmazione della tv pubblica equivarrebbe ad una brutta sconfitta per la dirigenza di Viale Mazzini. Ma se la Lega Calcio dovesse alzare troppo il prezzo, varrebbe la pena sostenere un sacrificio ulteriore a carico delle casse pubbliche?