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Emma Marrone di nuovo a L’Arena: “La mia canzone a Giorgio Napolitano”. Ma perché tutto questo “impegno”?

Scritto da , il Febbraio 12, 2012 , in Festival di Sanremo Tag:, ,
Emma Marrone Festival di Sanremo 2012

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Mi chiedo perché. Perché si voglia far passare, o probabilmente voglia apparire lei stessa per prima, a tutti i costi ciò che potrebbe tranquillamente non essere. Perché si “impegni ad impegnarsi” e non si “impegni a limitarsi” in ciò che probabilmente riesce a far meglio, e cioè a cantare: Emma Marrone continua a volersi imporre come voce di denuncia sociale e simbolo di impegno, necessario e imprescindibile, politico e sociale, assolutamente incondizionato e per lo più apartitico. La cantante, che due anni aveva vinto Amici 9 urlando “Voglio calore“, tornerà al 62° Festival di Sanremo, ai nastri di partenza il prossimo 14 Febbraio, con quello che sarà l’unico brano a tema sociale della kermesse. La firma di Non è l’inferno è di Kekko Silvestre, leader della band rivelazione dell’anno dei Modà, che probabilmente mai era caduto in maniera così evidente nella trappola della banalità, della retorica più estrema ed inflazionata, almeno nel testo. E così, ancora una volta, durante la puntata odierna de L’Arena, Massimo Giletti le ha dedicato il secondo frammento della trasmissione: “Emma, vede quante discussioni crea? Ora vi faccio vedere quant’è impegnata“, riproponendo il video che, esattamente un anno fa, la domenica prima del Festival, era stato presentato come un caso straordinariamente eclatante. “Io canto con la gola, non con le tette“, aveva sentenziato la Marrone, che quest’anno è tornata a manifestare, non per impegno politico ma per “parlare alle sue ragazze“.

L’Arena, proprio come la maggior parte dei critici, bookmakers e Pupo,  di oggi punta su di lei, esattamente come un anno fa, e la proclama vincitrice del Festival: uno scenario sicuramente realistico, potendo contare su un televoto praticamente senza precedenti (Emma + Alessandra Amoroso + Modà) e, lo ricorderete, sull’appoggio di critici che, anche prima della proclamazione ufficiale del cast sanremese, su Twitter la volevano “cazzuta come l’anno scorso: “Anche l’anno scorso davano vincitori me e i Modà, che tra l’altro era la fusione di una ragazza che ha vinto un talent e una band nata dal web. E poi ha vinto il grande professor Vecchioni. Secondo me l’unico che ha azzeccato qualcosa l’anno scorso è Al Bano con Amanda è libera“. E aggiunge anche: “La mia canzone di quest’anno, più che con Mario Monti, la identificherei con Napolitano, una persona di una grande coscienza, che quando parla ha un discorso che arriva anche alle persone normali, comuni“. Neanche lui arriva a fine mese, come il nonno del suo brano?

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Al di la di tutto, poi, una domanda sorge spontanea: come mai si dedica puntualmente così tanto spazio alla giovane artista? Non potrebbe essere considerato ingiusto nei confronti degli altri artisti in gara, dedicarle buona parte di una trasmissione così seguita, facendo addirittura scorrere e analizzare sul vidiwall le parole della canzone? Quel che è certo è che Emma sembra ormai aver acquisito una padronanza e una conoscenza assolute di quanto potenzialmente potrebbe scatenare, e che abbia imparato a gestirle al meglio.