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Festival di Sanremo 2012, Adriano Celentano duro attacco alla Chiesa

Scritto da , il Febbraio 14, 2012 , in Festival di Sanremo Tag:,
Celentano a Sanremo

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Grande trepidazione per l’intervento di Adriano Celentano, ospite più atteso di questa edizione e finalmente il Molleggiato è sceso sul palco di questa Sessantaduesima edizione del Festival di Sanremo.  E’ arrivato con un’agitazione generale, caos, bombe, fuochi…un’entrata più d’effetto di certo non poteva farla. In un clima letteralmente apocalittico dunque, in mezzo ad una folla di giovani al suolo,  il mitico Adriano è uscito con il suo solito sorriso enigmatico di chi sta per dire qualcosa di importante acclamato dalla folla sanremese. “Avrò girato mille chiese  e chissà perché la predica non si capisce. E’ che i preti non sanno regolare l’audio”. La sua critica nei confronti dei preti apre il suo monologo al Festival di Sanremo. “Questo c’era anche a Galbiate e poi a forza di dire il parroco ha cambiato l’impianto”. E ancora: “Ciò che non sopporto dei preti è che non parlano mai della cosa più importante ossia il motivo per cui siamo nati, nel quale è insito il cammino verso il traguardo, che non segna la fine dell’esistenza ma l’inizio di una nuova vita. Perché i preti non parlano mai del Paradiso? Come se fossimo nati solo per morire. Lo spread, l’economia ma che cazzo di vita è questa? Giornali come Famiglia Cristiana, l’Avvenire andrebbero chiusi definitivamente!”.

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Una critica pungente quella che Adriano Celentano ha fatto alla Chiesa e ai suoi giornali che devinisce “ipocriti” ” aggiungendo “poi criticano preti come Don Gallo che si occupa degli ultimi, e di ultimi ce ne sono tanti”. E ancora:  “Ha fatto bene Montezemolo a fare i treni ad alta velocità ma bisogna bilanciare con qualcosa di lento per far vedere le bellezze dell’Italia, magari chiamato lumaca…sono sicuro che lo farà!”. Celentano insieme con la Canalis in questo contesto ha inscenato un dialogo, con lei, Italia: “Non resto perché sto perdendo la mia bellezza!”. Lui: “Tornerai?” e lei risponde: “Certo, se gli italiani lo vorranno”. Dopo un’esibizione canora Celentano è tornato a dire la sua: “La parola politica sta cadendo a pezzi sulla testa di un popolo che ancora pensa di essere sovrano. Ma cosa significa sovrano?”. Il Molleggiato a tal proposito ha fatto riferimento  al Referendum di Antonio di Pietro per cambiare la legge elettorale stralciato dalla consulta nonostante la raccolta di un milione e ducentomila firme e poi ha inscenato un battibecco con Pupo che dalla platea ha risposto: “E’ vero, tu non sei nessuno…perché sottovaluti quelli bassi!”a cui si è poi unito anche Gianni Morandi tra ironia e metaforica contrapposizione sociale, il tutto per poi concludersi con la musica. Insomma, certamente Adriano col suo lungo monologo farà parlare molto di sé!