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I sacrifici dei cittadini e gli sprechi della politica. A Ballarò il paradosso italiano

Scritto da , il Febbraio 8, 2012 , in Programmi Tv Tag:
Maurizio Crozza, satira politica

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Sdrammatizzare è il suo mestiere, nel suo campo Maurizio Crozza difficilmente delude. Se occorre, però, la satira si trasforma in vibrante critica. Così è toccato al comico genovese restituire, forse a nome di tanti italiani, restituire al mittente le ironie dei tecnici al governo sulle abitudini dei nostri ragazzi. Gli stessi ministri che si propongono come modernizzatori e fustigatori dei giovani “mammoni”o “noiosi” (ammesso che possano considerarsi tali l’ambizione ad un lavoro stabile e non lontano da casa), a quanto pare non brillerebbero per coerenza nel privato: sarebbe il caso, secondo Crozza, dei ministri dell’Interno e del Lavoro, Cancellieri e Fornero. La prima, in particolare, sarebbe un perfetto emblema della scarsa mobilità sociale, avendo ricoperto ininterrottamente fino al poco tempo fa l’incarico di Prefetto a Bologna. La seconda, invece, avrebbe garantito alla figlia (nell’università di Torino) il criticatissimo ”lavoro vicino a mamma e papà”, sogno proibito di tanti giovani del nostro paese. Tutto questo mentre il Paese reale soffre la perdita di reddito e soprattutto l’emergenza occupazione, a partire dalle zone più deboli della Penisola.

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E’ il caso della Sardegna, ben descritta dal servizio di Marzia Maglio, nel cuore di un autentico dramma sociale, dopo la chiusura delle principali realtà produttive isolane. Sembrano frammenti di Grecia, ma sono gli effetti devastanti di una politica industriale di corto respiro, senza più investimenti nei settori strategici, a costo di enormi perdite in termini occupazionali e sociali. Lo spiegano bene gli ex operai dell’Alcoa, facendo notare che la chiusura delle miniere del Sulcis prima e delle fabbriche dell’alluminio dopo, hanno permesso alle multinazionali di fare “come le cavallette”, saltando via al primo segnale di crisi dopo decenni di profitti. Migliaia di lavoratori tagliati fuori nel giro di pochi mesi, senza alternative per loro e per le rispettive famiglie: un quadro reso eloquente dall’immagine degli scaffali vuoti nei market alimentari, anch’essi travolti dalla stessa crisi. In questa, che era la prima puntata di Febbraio, erano presenti la sindacalista Cgil Carla Cantone, l’economista Vaciago, il ministro Clini, il Presidente del gruppo Telecom Bernabè, l’ex ministro Frattini, il sindaco di Milano Pisapia. La presenza di Gian Antonio Stella, giornalista autore del libro-inchiesta “La Casta”, introduce poi il tema più caldo e sentito dal pubblico, ovvero i costi e gli sprechi della politica. Un fiume di denaro pubblico senza controllo, calcolato in 2 miliardi di euro per il funzionamento complessivo del Parlamento: lo scandalo, però, si annida nei dettagli, coi 400 milioni annui di affitti spesi dal Ministero dell’Interno, i 500 milioni destinati ai rimborsi delle elezioni politiche, i 50 per giornali di partito spesso del tutto fittizi. A fronte di tali contraddizioni, non sorprende la lettura del sondaggio di Pagnoncelli, il quale in chiusura annuncia che il 69% degli italiani ritiene la classe politica “obsoleta e incapace di decidere”. Sarà giunto il momento che i partiti ne tengano conto?