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Iacchetti contro Sanremo: “Mio figlio è stato discriminato, Mazzi mi quereli pure”

Scritto da , il Febbraio 14, 2012 , in Personaggi Tv Tag:,
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text-align: center;”>Enzo Iacchetti contro sanremoSEGUI CON NOI LA DIRETTA DEL FESTIVAL DI SANREMO 2012

Che Iacchetti non fosse proprio un fanatico del Festival di Sanremo si intuiva dalle tante edizioni di Striscia la Notizia, vero e proprio controcanto alla kermesse canora nazionalpopolare per eccellenza. La notizia di queste ore, però, è la vibrante polemica accesa dal comico e attore lombardo nei confronti di Mazzi, con un doppio colpo da ko a mezzo stampa: prima una lettera aperta al figlio su Facebook, poi un’intervista sul quotidiano Libero per ribadire il proprio pensiero. Le accuse che Enzo Iacchetti rivolge agli organizzatori del Festival sono tante, ma la causa scatenante della polemica è l’esclusione, per la seconda volta, del figlio Martino, “semplicemente perché ritenuto non idoneo da Gianmarco Mazzi”. Una bocciatura per motivi personali, o meglio per “un cognome che lo limita”, essendo palese, agli occhi di Iacchetti, il peso di motivi non tecnici nel verdetto finale del concorso “Area Sanremo”, dedicato agli artisti emergenti. Il giovane Martino, figlio d’arte e appassionato di musica come il padre, si era infatti qualificato già 2 anni fa tra i primi otto, su 600 candidati, e sembrava ad un passo dal traguardo del piazzamento nelle due posizioni utili per partecipare al Festival nazionale.

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Quest’anno ci ha riprovato, ma le sue speranze si sono infrante di fronte al giudizio della coppia Morandi-Mazzi, titolari del diritto di veto sulla promozione dei nuovi talenti. A mettere benzina sul fuoco, si è aggiunto Massimo Giletti, pronto a rilanciare il tema dello scontro Iacchetti-Mazzi nell’Arena di domenica scorsa, con tanto di chiamata in diretta di un Mazzi furibondo e intenzionato a sporgere querela. “Giletti mi ha teso una trappola, mi ha deluso. Lo reputavo un amico”, rammenta Enzo Iacchetti stigmatizzando il comportamento del conduttore di Raiuno, a quanto pare poco corretto nel riportare le sue dichiarazioni, mandate in onda con dei tagli (funzionali alla polemica col direttore artistico del Festival). Nel suo duro contrattacco sulle colonne di Libero, Iacchetti non esita a gettare pesanti ombre sulla buona fede dell’intera organizzazione sanremese, senza scrupoli  nel “dare false speranze ai giovani artisti che, per partecipare a Sanremo Social e realizzare un videoclip obbligatorio, hanno speso più di 1000 € a testa”. Un atto d’accusa che include anche le case discografiche, una delle quali avrebbe avuto il suo peso nella scelta del secondo classificato tra gli emergenti. Allargando il fronte di battaglia, Iacchetti padre invita il figlio (nella lettera di sfogo diffusa su Facebook) a non pagare più il canone Rai: “Hai visto quanti milioni hanno speso per fare una cosa solo di loro proprietà?”. Dopo aver lanciato il sasso, il “signor Enzino” non ritira la mano.