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Presadiretta, tra abusivismo edilizio e cattedrali nel deserto

Scritto da , il Febbraio 13, 2012 , in Programmi Tv Tag:
Riccardo Iacona conduce Presa Diretta

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“Solo case su case catrame e cemento là dove c’era l’erba ora c’è una città…” cantava Adriano Celentano che vedremo presto al Festival di Sanremo in una sua celebre canzone, e questo calza a pennello per la situazione italiana come ha fotografato l’inchiesta di Presa Diretta condotta da Riccardo Iacona andata in onda ieri sera su Rai Tre con il logo di Emergency per ricordare e sostenere l’attività senza sosta dell’associazione nelle zone di guerra. In un excursus tra Milano, Ischia, Cosenza, Isernia e Reggio Emilia, Presa diretta attraverso il reportage di Domenico Iannacone ha messo in evidenza il grande abusivismo edilizio del nostro paese, in mano ai poteri forti e sempre più preponderante tanto da rappresentare un vero e proprio scandalo italiano. Riccardo Iacona ha ricordato i tre grandi condoni edilizi applicati in questi ultimi 30 anni: nel 1984, 1995 e nel 2003 eppure si continua ancora a costruire, a volte vere e proprie cattedrali nel deserto, lasciate a sé stesse senza alcuna utilità sociale. E’ il caso del Museo Paleolitico di Isernia, iniziato negli anni ’80 che addirittura si pregiò della visita del Presidente Sandro Pertini che allo stato attuale giace in una condizione indecorosa, mai aperto e rimasto incompiuto nonostante dovesse custodire i più prestigiosi reperti della preistoria. Chiuso infatti dalla fine degli anni 80 attualmente la costruzione giace preda dell’incuria e dei topi, senza alcun piano nè previsione per la sua conclusione. Nel frattempo però ad Isernia si continua a costruire un inutile Auditorium che chissà se vedrà mai un termine  con la conseguente ed effettiva apertura al pubblico.

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Un abusivismo edilizio sconsiderato che sperpera fondi pubblici a gogo nonostante oltretutto la natura spesso ci abbia presentato i conti, considerati i disastri dovuti alle alluvioni e ai terremoti della nostra penisola, ed è anche quanto accade  a Reggio Emilia in cui si tende a edificare su zone agricole creando ulteriore disagio anche alle aziende agricole del territorio limitrofo. E’ per questo che è entrata in campo l’associazione Comuni virtuosi che si è fortemente scontrata con tali problematiche ed è lo stesso presidente e assessore Marco Boschini a raccontare l’effetto del dire no a nuove costruzioni, magari di aziende che porterebbero  eventualmente anche lavoro nella zona. “E’ una scelta sofferta ma giusta perché ha una visione di futuro diversa– ha infatti dichiarato a Presa Direttanoi non mangiamo cemento, noi non mangiamo capannoni, abbiamo bisogno di terreni in cui produrre i nostri prodotti facenti parte della nostra tradizione”.

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