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Sanremo 2012, Adriano Celentano cronaca di una flagellazione

Scritto da , il Febbraio 19, 2012 , in Festival di Sanremo Tag:,
Celentano a Sanremo 2012

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E il momento tanto atteso della seconda partecipazione di Adriano Celentano a questa Sessantaduesima edizione del Festival è arrivato…ed è stato forse il momento televisivo più sofferto e sofferente di questo  Sanremo 2012. Sceso dalla scala principale come ospite importante, il cantante salutato da larghi applausi ha iniziato subito con la musica. Lunga pausa alla fine della canzone, mentre Celentano si versa un bicchiere d’acqua giustificandosi così:  “Quando sono qui mi si secca sempre la bocca, chissà come mai. Sarà l’effetto Morandi!”. E questo è solo il prologo di un ulteriore monologo del Molleggiato: “La corporazione dei media si è coalizzata in massa contro di me neanche avessi fatto un attentato allo Stato. Tra quei 4-5 che mi hanno difeso (presente!ndr) mi ha colpito la voce di un prete che ho visto da Mara Venier, Don Mario, grazie Don Mario, tu hai capito ciò che i vescovi hanno fatto finta di non capire”. Comincia così la lunga giustificazione di Celentano riguardo il suo ultimo intervento a Sanremo contro la Chiesa e continua:  “Persino Marco Travaglio non ha resistito e anche lui ha voluto affondare il coltello nella piaga, ma non la mia,  la vostra piaga perché è soltanto la vostra piaga che si allarga e in questo modo vi spingono  a non capire”.

Fraintendimento. Questo quello che Adriano Celentano cerca di comunicare alla platea del Festival: “Io sono venuto qui a fare quattro chiacchiere con i 16 milioni di persone che hanno visto il Festival di Morandi, a parlare della vita e della morte e ciò che viene dopo. E dunque a divertirci e fantasticare su come e dove sarà il Paradiso. L’unica via non interrotta è quella di Dio e su questi temi che dunque dovrebbe basarsi un giornale che ha la presunzione di chiamarsi Famiglia Critiana e anche L’Avvenire”. A questo punto il pubblico dell’Ariston inizia a rumoreggiare e dopo che Celentano parla di Gesù e Giuda, nella contrapposizione tra lealtà e sete di potere il pubblico comincia a gridare “Basta!Basta!”. Un momento che sinceramente ci ha imbarazzato e che ha prodotto la discesa di gusto e provocato la flagellazione in diretta dell’artista. “Perché dite basta dovreste almeno farmi finire di parlare magari c’è qualcosa di interessante anche per voi..” ha cercato di dire Celentano al pubblico aggiungendo: “Io non ho il potere di far chiudere un giornale come qualcun’altro ha fatto chiudere qualcos’altro” (facendo riferimento alla chiusura di Anno Zero di Michele Santoro).

Fischiato ancora, Celentano si rifugia nella musica spalleggiato da Gianni Morandi che interviene in suo soccorso quasi come un amico fidato che cerca di dividere l’imbarazzo e la sofferenza con il proprio compagno di viaggio. Lunghe pause e poi un Morandi costernato riesce a dire soltanto: “Grazie!” e lui “Prego”. “E’ stato bello!” e Celentano: “Anche per me!” parole dal sapore dolce amaro come suona solo un Addio. Ed in questo modo i due si rifugiano nella musica con pantomime imbarazzanti che inscenano sull’attacco del pezzo col direttore d’orchestra e si esibiscono con “Ti penso e cambia il mondo”, un’ interminabile versione quasi a voler allungare il brodo poiché la mezz’ora “ha da passare” e Celentano ormai è totalmente inebetito perché è palese il suo sentirsi ospite sgradito. Dunque se ne va, e Morandi visibilmente scosso per l’accaduto si esprime in questo modo: “Adriano Celentano al Festival del 2012 Io non me lo dimenticherò mai, insieme a lui ho rivissuto le immagini di tutta la mia vita quindi sono veramente felice. Adriano ama la musica Sanremo, ama i media, i giornali, ama tutti, Adriano non odia nessuno”. Forse da amico, uno dei pochi ad aver capito il vero messaggio che avrebbe voluto lanciare l’artista…