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Anticipazioni Presa Diretta: il modello Marchionne, tra investimenti e prove di forza col sindacato

Scritto da , il 4 Marzo, 2012 , in Programmi Tv
Marchionne, Ad Fiat

Torna il tema del lavoro a Presa Diretta, dove stasera si proverà a capire il futuro della Fiat, a partire dal cruciale nodo degli investimenti in Italia. La conferenza stampa proposta in anteprima da Iacona porta dritti al cuore del problema, mostrando Marchionne “uomo solo al comando” che presenta i progetti del suo gruppo industriale in pompa magna perdendo subito le staffe di fronte ad una domanda inattesa posta da un giornalista de L’Unità: è proprio la mancanza di dialogo e quindi di chiarezza a destare le maggiori preoccupazioni in fabbrica, soprattutto dopo l’altalena di proclami sul futuro degli stabilimenti italiani.

A Melfi così come a Pomigliano nessuno si sente ormai al sicuro, dato che il recente accordo pilota fortemente voluto da Marchionne come condizione per sbloccare i fondi promessi ha portato ad un arretramento nelle condizioni lavorative ed all’esclusione del sindacato da sempre più attivo, la Fiom. Le telecamere di Rai Tre sono andate a verificare sul posto la situazione di Pomigliano, provando a fare chiarezza sui criteri di assunzione adottati dalla dirigenza Fiat, alla luce delle diverse segnalazioni di procedure discriminatorie a danno degli iscritti al sindacato metalmeccanici della Cgil.

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In diverse trasmissioni, come Piazza Pulita e Servizio Pubblico, erano stati operai in carne ed ossa a parlare di queste esclusioni mirate, ma si attende una presa di posizione netta in un senso o nell’altro dall’azienda torinese, anche per capire dove si arriverà in questo pesante braccio di ferro con la parte più radicale del sindacato di categoria. L’altra faccia della medaglia è Detroit, fiore all’occhiello della gestione Marchionne, ma anche lì si è pagato un prezzo per “l’innovazione”, sacrificando livelli salariali e garanzie pensionistiche, pur di tutelare i posti di lavoro. L’inchiesta oltreoceano è opera di Giovanna Botteri, volto storico del Tg3 e da anni corrispondente Rai negli Stati Uniti, per una volta parte integrante del programma di Riccardo Iacona.

Il dramma del lavoro, però, è ugualmente sofferto da altre categorie, meno abituate a lotte e manifestazioni clamorose: in Italia esiste ormai una larga fascia d’imprenditoria piccola e media, che non regge più il peso della crisi economica, della pressione fiscale, del mancato accesso al credito unito ai ritardi nei pagamenti pubblici. Sono  migliaia le aziende in ginocchio, decine gli imprenditori che di fronte al fallimento della loro attività arrivano a togliersi la vita, come testimoniano le cronache locali e a volte nazionali degli ultimi mesi. Per finire, sarà un reportage dalle città dell’India a porre importanti quesiti sul futuro forse non lontano del nostro lavoro, in un significativo parallelo tra l’avanzata del modello produttivo di un Paese storicamente povero ma emergente ed il veloce logoramento del nostro modello da “vecchia Europa”. Dove si arriverà se per mantenere i livelli occupazionali si dovranno ridurre salari, diritti e garanzie?