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Fratello Maggiore accusato di essere trash: pioggia di proteste sul programma di Clemente Russo

Scritto da , il 24 Marzo, 2012 , in Programmi Tv
Fratello maggiore Clemente Russo

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Da quando Fratello maggiore è andato in onda 3 giorni fa non ha fatto altro che sollevare polemiche, non solo tra i telespettatori ma anche negli ambienti cattolici. Ecco infatti arrivare puntuale come un orologio una critica da parte di Luca Borgomeo, presidente dell’associazione di telespettatori cattolici, meglio conosciuta come Aiart. Molto duro l’attacco di Borgomeo che afferma: “Abbiamo ricevuto decine di proteste. Un format che dovrebbe educare i giovani, ma che nei fatti ridicolizza la figura dei genitori e affida la figura di tutore a un pugile che propone situazioni davvero poco credibili. Italia 1 fa davvero fatica a non fare tv trash”.

È pur vero che Clemente Russo non è un vero tutore e non ha nessuna qualifica per poter affiancare questi ragazzi dal carattere molto difficile, ma bisogna ammettere che la sua figura di atleta cresciuto in un ambiente ostile e il suo dedicarsi ad allontanare dalla strada molti ragazzi, avvicinandoli al mondo del pugilato, lo rende in ogni caso adeguato a rivestire il ruolo di fratello maggiore. Proprio alla luce di questa riflessione appaiono forse esagerate le critiche del quotidiano Avvenire, che non solo critica il programma ma si scaglia anche contro il pugile italiano scrivendo che “Russo, il fratello maggiore che avrebbe dovuto rappresentare la saggezza affettuosa che comprende e indirizza, è risultato una figura inerte e priva di comunicativa”.

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Sempre secondo il quotidiano l’idea iniziale di Fratello maggiore era buona, ciò che di davvero sbagliato c’è nel programma è il modo di porre la questione dei ragazzi difficili in modo spavaldo e, per giunta, in prima serata. Altro grave peccato commesso dagli autori del format sarebbe quello di sminuire la figura dei genitori, vittime della violenza dei loro figli. Nonostante sia palese ai telespettatori che tutto ciò che viene mandato in onda segua un copione, l’Avvenire fa notare come sia “pericoloso il realismo delle scene proposte, in cui si colgono gli estremismi di una furia sfrenata e un desolante vuoto interiore”. Ma allora è proprio vero quello che dice il quotidiano cattolico? È proprio vero che Fratello Maggiore ha sbagliato il modo di porre l’attenzione su questi problemi? L’idea è giusta ma è sbagliata la formula? Probabilmente il programma, tratto da un format francese, andava adattato meglio al pubblico italiano e viste le numerose critiche ricevute non si sa ancora che fine farà l’esperimento mandato in prima serata su Italia1.