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Fratello Maggiore: Clemente Russo non convince. Meglio un ritorno al pugilato?

Scritto da , il 22 Marzo, 2012 , in Personaggi Tv

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Un pessimo attore. Ecco l’impressione che ha dato Clemente Russo, campione del mondo di pugilato, alle prese con la sua prima esperienza in una docu-fiction. Ieri sera, infatti, su Italia 1 è andata in onda la puntata pilota del primo coach show italiano: “Fratello Maggiore”, un reality che si propone di raccontare due storie con protagonisti adolescenti difficili che rifiutano l’autorità dei genitori e che, per questo, saranno aiutati da Clemente Russo a ritrovare la giusta traiettoria da seguire. Per carità, le intenzioni saranno state più che lodevoli, ma il risultato è stato davvero ai margini del ridicolo. Tralasciando la struttura dell’intero format e la discutibile recitazione dei cosiddetti “adolescenti difficili”, concentriamo l’attenzione sul peso massimo originario di Marcianise. Nell’aspetto, Clemente Russo può anche rispecchiare i canoni del classico “Fratello Maggiore”, colui il quale, con la sua imponente fisicità, riesce ad incutere timore e, per questo, a far sì che gli venga riconosciuta una certa autorità. Ma, nel momento in cui è necessario parlare ai problematici ragazzi protagonisti dello show, tutte le premesse vengono a cadere. L’ex concorrente de “La Talpa” palesa in maniera inequivocabile la sorta di recita che sta compiendo, si esprime con una pessima dizione (che non nasconde le sue origini casertane) e non riesce ad assumere quell’atteggiamento grintoso ed energico necessario per affrontare simili contesti.

L’idea base era quella di affidare la risoluzione di problematiche giovanili non alla solita schiera di esperti, brava a parole ma non in grado di offrire ai giovani un aiuto concreto. Al contrario, l’obiettivo era quello di far sì che fosse “uno di loro” a salvarli. E per rivestire i panni di questo “Fratello Maggiore” è stato scelto Clemente Russo, proprio in virtù del suo difficile passato. Sono nato e cresciuto in periferia dove tutto è più difficile. Anche io come tanti giovani ho avuto una vita al limite. Solo grazie alla disciplina e al rispetto delle regole, ho raggiunto risultati importanti ma non ho mai dimenticato il mio passato, ha dichiarato il campione olimpionico in occasione del suo impegno nello show. Senza lasciarci impietosire però, è giusto dire le cose come stanno: Russo, sebbene avesse i migliori propositi, non si è dimostrato all’altezza (bassezza?) della situazione.

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Non dimentichiamo che la collocazione in prima serata del primo coach show italiano su Italia 1, rete da sempre dedicata ai ragazzi e, per questo, poco avvezza a portare sullo schermo programmi impegnativi da un punto di vista sociale, è stato un vero e proprio azzardo, visto e considerato anche la scarsa qualità del prodotto realizzato. Eppure, la puntata pilota ha riportato l’8.72% di share con 2.273.000 spettatori. Non male per un programma carente dal punto di vista della struttura e della sceneggiatura. C’è da dire, però, che ad influire sul risultato auditel è stata soprattutto la novità che lo show conteneva in sé. Resta da chiedersi se l’esperimento avrà un seguito o meno. Ci auguriamo tutti di no.