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Minzolini attacca Servizio Pubblico: quasi rissa con Luca Bertazzoni

Scritto da , il 13 Marzo, 2012 , in Personaggi Tv
scontro Bertazzoni-Minzolini

Tra Augusto Minzolini e Michele Santoro non corre buon sangue, non è un mistero. Se poi il tentativo di intervistare in esclusiva per Servizio Pubblico l’ex direttore del Tg1 viene effettuato “a caldo”, subito dopo la decisione negativa del Tribunale di Roma sul reintegro, le scintille sono assicurate. Ha già fatto il giro del web il video dell’incontro-scontro tra Luca Bertazzoni e “Minzo”, un lungo botta e risposta ad alta tensione, con domande pressanti e risposte rabbiose, al limite della rissa. Eloquenti gli epiteti rivolti all’inviato di Santoro: “Lei è abbastanza ridicolo”, ed ancora, “Lei probabilmente è un ignorante. Lei prima si legge tutto e poi mi fa delle domande che siano un minimo pertinenti”. Il nodo sono le spese “folli” sostenute con la carta di credito Rai, oggetto di indagini giudiziarie e di conseguenti provvedimenti dell’azienda di Viale Mazzini, per una vicenda che almeno a livello professionale rischia di pesare non poco sul giornalista romano.

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La tesi difensiva di Minzolini, riproposta seppur in modo frammentario allo stesso Bertazzoni (nei pochi attimi sereni del colloquio ripreso dalle telecamere di Servizio Pubblico), è che l’utilizzo “privato” della carta aziendale fosse una prassi consentita, per quanto discutibile, pertanto la questione (sempre secondo Minzolini) dovrebbe essersi conclusa con la restituzione alla Rai delle cifre contestate. Ma qualcosa non torna lo stesso, soprattutto se si va a scavare nelle varie voci di spesa, come le dubbie trasferte “di lavoro” a Capri e a Dubai, sulle quali Bertazzoni, chiedendo lumi in maniera insistente, si è guadagnato l’immediata reazione del furibondo interlocutore: “Io la querelo perché non è vero. Mi dia il suo nome!”.

Al di là dell’evidente nervosismo per una battaglia legale momentaneamente persa, l’atteggiamento di Minzolini appare una diretta conseguenza del lungo scontro con Santoro, il quale (assieme a molti altri colleghi di tv e carta stampata), aveva eletto il Tg1 come simbolo del degrado dell’informazione pubblica. Due modi di fare giornalismo assai diversi, senza punti di contatto né stima reciproca, lo dimostrano ancor più delle dichiarazioni ufficiali i veleni venuti a galla dall’inchiesta di Trani, con tutto l’incredibile intreccio di pressioni all’interno della Rai per “normalizzare” le trasmissioni scomode (Annozero). Quanto all’episodio in sé (l’intervista “impossibile”), non sorprenderà gli affezionati spettatori di Servizio Pubblico, abituati a ben altre “imprese” degli inviati sul campo: rispetto alle indimenticabili “pedate” di Ignazio La Russa a Corrado Formigli, gli improperi rimediati da Luca Bertazzoni sono ordinaria amministrazione.