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Robinson, recensione della terza puntata. Luisella Costamagna e le riflessioni sulla crisi

Scritto da , il 24 Marzo, 2012 , in Programmi Tv
Robinson, programma con Luisella Costamagna

text-align: justify”>Robinson, programma con Luisella CostamagnaDi Robinson convincono i temi proposti, la qualità dei reportage e l’ambiziosa combinazione d’ingredienti: la satira di Antonio Cornacchione, le freddure scelte dal sito “rompiscatole” Spinoza.it, le parodie della web star Sora Cesira, associate alle impegnative discussioni sugli argomenti più scottanti di attualità, rendono il programma un esperimento meritevole d’interesse. Gli ascolti sono un duro ostacolo, potenzialmente fatale per la nuova esperienza di Luisella Costamagna, essendo troppo bassi gli indici di gradimento delle prime due puntate. Ieri, sin dalle prime battute, la riflessione sui mali dell’Italia  ha tenuto banco nello studio di Robinson, grazie anche allo spessore di alcuni ospiti: il primo contributo al dibattito è stato probabilmente il più autorevole, data l’indiscussa caratura morale e competenza di Padre Giulio Albanese, missionario comboniano di lunga militanza. Con lui si è confrontato un rappresentante del mondo della piccola e media imprenditoria, Giuseppe Bortolussi, in un serrato scambio di opinioni sulle cause e sulle responsabilità della drammatica crisi in atto. [imagebrowser id=1972]

Il toccante servizio di Domenico Iannaccone, realizzato nella Capitale tra i nuovi poveri (gente di varia estrazione sociale) che affollano le mense della Caritas, dove la speranza di uscire dall’incubo dell’indigenza si scontra con l’amarissima realtà. Inevitabile l’indignazione, da parte di chi tocca con mano miseria, fame e guerre, per le speculazioni finanziarie che hanno prodotto la crisi globale, aumentando i già intollerabili squilibri tra l’elite ricca da un lato e i milioni di poveri dall’altro. Il dibattito, nella seconda parte della trasmissione, si è spostato più dentro i confini nazionali, toccando la piaga italiana forse più radicata di tutte, quel familismo che svuota irrimediabilmente di significato il concetto di meritocrazia in Italia. La presenza di Clemente Mastella e Ignazio Marino, due personaggi pubblici assai diversi tra loro per collocazione politica e storia personale, ha garantito un ampio contraddittorio, grazie anche alle domande dei giovani universitari collegati dalla Casa dello Studente di Cagliari.

In stile Report o Presadiretta, un lungo contributo sulla “parentopoli” italiana, perfettamente esemplificata dalla vicenda della famiglia Frati (la dinastia del rettore dell’Università della Sapienza, nell’occhio del ciclone per le fulminanti carriere di moglie e figli), ha evidenziato uno degli storici punti doelnti della nostra società, il cosiddetto “ascensore sociale” bloccato, ai danni dei capaci e meritevoli “senza santi in paradiso”. L’ultimo ospite, il Presidente della Lazio Claudio Lotito, ha riproposto la sue tesi sul sistema fiscale italiano, difendendosi dalle maliziose domande (alcune provenienti da Spinoza.it) sui privilegi ottenuti dalla SS. Lazio con la rateizzazione ventennale dei debiti societari. Tanta carne al fuoco e molto spazio per la riflessione, in un arco di tempo che imporrebbe qualche break d’alleggerimento in più, per tenere testa ad una competizione sugli ascolti ormai proibitiva: Luisella Costamagna, nelle sabbie mobili dell’auditel, rischia di rimanere intrappolata, ma non è detto che l’unico metro di giudizio (spesso affrettato e superficiale) di tutti i programmi debba essere racchiuso nei freddi numeri degli indici d’ascolto.