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A Che tempo che fa Pietro Grasso presenta Liberi tutti: la sua autobiografia col ricordo di Falcone e Borsellino

Scritto da , il 23 Aprile, 2012 , in Programmi Tv

style=”text-align: center”>Che tempo che fa ospite Pietro Grasso

Tra gli applausi del pubblico di Che tempo che fa, il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso ha presentato il libro Liberi tutti – Lettere a un ragazzo che non vuole morire di mafia, la sua autobiografia che vuole essere anche un appello appassionato alle giovani generazioni affinchè la lotta alla mafia diventi prima di tutto un valore diffuso nella coscienza civica. L’intervista di Fabio Fazio è partita dalle motivazioni che sono alla base del libro. Grasso rivela che voleva fare il magistrato sin da bambino, perchè ha conosciuto la mafia da vicino, senza però mai considerarla come un fatto “normale”, perchè il pericolo più grande è proprio “l’assuefazione genera indifferenza e rassegnazione, per questo dobbiamo dire ai giovani che si può morire di mafia (…) perchè ci si volta dall’altro lato, adagiandosi al compromesso e all’affarismo“.

Nel libro Grasso ripercorre le tappe del Maxi-Processo di Palermo, a partire dai primi pentiti di mafia, come Tommaso Buscetta: fu sua l’inquietante affermazione di fronte ai pm secondo cui “in Sicilia non c’era filo d’erba che crescesse senza il controllo di Cosa nostra“. Oggi il controllo capillare dell’economia è ancora molto forte, seppure i capi della Cupola tradizionale sono in carcere e c’è stata una destrutturazione del potere mafioso. Proprio per questo siamo in un momento strategico, in cui bisogna insistere nella lotta alle mafie per evitare che ci sia una riorganizzazione. Se sul fronte della repressione le forze dell’ordine stanno operando con interventi mirati ed efficaci, le lacune nel contrasto alla criminalità organizzata sono nella nostra legislazione: “manca una legge sull’autoriciclaggio – ha spiegato Grasso – che punisca i tentativi di nascondere i proventi illeciti della mafia ma anche della corruzione e dell’evasione, una legge adeguata a punire il voto di scambio politico mafioso, la ratifica di tutte le convenzioni europee, perchè gli strumenti di lotta devono essere uniformi in tutta Europa“.

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Infine c’è il ricordo di Paolo Borsellino: Grasso racconta di come il magistrato cercasse di tanto in tanto di sfuggire alla sua scorta, perchè “devo pur dare una possibilità di colpirmi quando sono da solo, senza coinvolgere questi ragazzi che stanno con me“, diceva Borsellino. Era una persona semplice, che amava fermarsi a parlare con la gente che lo riconoceva e lo fermava per strada ed era felice di fare la fila al supermercato, tanto che Grasso ricorda come una volta Borsellino gli disse a mò di scherzo che avrebbe preferito fare il portiere di condominio, per avere la possibilità di parlare con le persone tutto il giorno. Tra un mese sarà l’anniversario dei vent’anni dalla morte di Giovanni Falcone: Grasso ricorda come il giorno prima della strage di Capaci era previsto che fossero insieme sullo stesso volo per Palermo, ma Falcone all’ultimo momento decise di rimandare la partenza. Quando arrivò la notizia dell’attentato, la speranza di Grasso era che Falcone potesse ancora farcela: un’illusione frantumatasi una volta giunti all’ospedale di Palermo. Questo e molto altro in Liberi tutti, dal 10 aprile in libreria.