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Geppi Cucciari: G’Day e la risata intelligente sull’omosessualità

Scritto da , il 19 Aprile, 2012 , in Programmi Tv

text-align: center”>Geppi Cucciari a G'Day

Chi conosceva prima delle loro dichiarazioni omofobe Romano La Russa e Gabriele Cimadoro? Per gli elettori lombardi il primo è conosciuto sicuramente come consigliere regionale, ma a quanto pare la popolarità di certi personaggi esplode nel momento in cui qualche giornalista pur di avere lo scoop non lo invita a parlare di un tema sul quale tutta l’opinione pubblica puntualmente si accende, l’omosessualità: “Tremaglia li chiamava culattoni, io li chiamo diversi“, dice il secondo, cognato di Antonio Di Pietro; il primo invece, fratello del più famoso Ignazio viene salvato dalla sua coalizione in seguito ad una mozione di sfiducia dal consiglio regionale per aver riferito che i gay sono malati.

L’omofobia non è nuova ai nostri politici, lo sappiamo benissimo. Ciò che colpisce invece è che questi strali vengono lanciati sempre dalle stesse casse di risonanza, ovvero le interviste di Klaus Davi in Klaus Condicio e da La Zanzara, trasmissione radio-televisiva in onda su Tgcom24 condotta da Giuseppe Cruciani. Evidentemente a questi due contenitori piace vincere facile: basta proporre un tema caldissimo al politico del quale si prevede l’opinione  per ritrovarsi spiattellate le sue dichiarazioni su tutti i mass-media dopo poche ore. E nessuno chiede mai scusa.

Noi invece vogliamo evidenziare come in questo panorama certe volte forzatamente gay friendly della nostra televisione – e spesso spaventosamente indietro nella conoscenza delle tematiche connesse, basti citare i luoghi comuni emersi dal pubblico di Forum intorno al matrimonio gay – esistano ancora realtà capaci di esorcizzare l’ignoranza con la tagliente arma dell’ironia, il più saggio materiale bellico purtroppo in possesso di pochi. E’ il caso di G’Day, il programma di Geppi Cucciari in onda dal lunedì al venerdì alle 18.55 su La7 del quale più volte vi abbiamo riferito per la straripante verve e bravura della sua conduttrice e del quale ci occupiamo in questa occasione per la maniera sopraffina con cui autori e presentatrice si rapportano con l’omosessualità.

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Innanzitutto, una terminologia diversa: nel programma di Geppi i gay sono definiti “moderni”, una parola che potrebbe irritare gli attivisti della prima ora, ma carica di una sua coloritura. Non si riferisce alla modernità storica dei diretti interessati – i comportamenti omosessuali sono documentati dall’antica Grecia – quanto una provocazione verso  coloro i quali la ritengono una moda. La vera moda semmai è vivere il proprio orientamento sessuale con serenità e magari con un pizzico d’ironia capace di polverizzare le dichiarazioni al vetriolo di qualche politico.

Magistrale per esempio è la rubrica “Mezzo pieno o mezzo vuoto” nel quale agli ospiti di turno viene posta una domande nel quale è perennemente nominato un ex sottosegretario per la Famiglia di cui sono note le posizioni: “Sei al bagno turco con Giovanardi. Lui ti indica il suo asciugamano e ti chiede …” era per esempio il quesito fatto a Stefania Rocca e Renato Mannheimer, ospiti di ieri. Un momento nel quale la televisione compie un passo di civiltà, è più efficace di un comunicato della Concia in quanto tende a smascherare l’ignoranza dell’omofobo di turno.

Più volte Geppi ospita nel suo appuntamento preserale un vecchio compagno di avventure come Alessandro Fullin – apparentemente uno stereotipo, in realtà è un buon comico – oltre all’esponenente del Pd Ivan Scalfarotto, entrambi “moderni dichiarati” e davanti ai quali non assistiamo alle battute da osteria a cui ci ha abituato qualche comico di Zelig citando Dolce & Gabbana, Ricky Martin e Tiziano Ferro. Ma uno dei momenti più spassosi di G’Day si è registrato sempre ieri quando a chiamare per raccontare di “quella volta in cui smarrirsi ha cambiato la vostra vita” sono stati tre “moderni“: pur nutrendo dei dubbi su tale coincidenza, le loro esperienze erano assolutamente irresistibili e va dato il merito a Geppi e al suo collaboratore Matteo Bordone di averci saputo scherzare con estrema intelligenza, una qualità che il resto della televisione non sembra sfoderare in questi casi.