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Lega Nord, Renzo Bossi si dimette: adesso tocca a Rosy Mauro?

Scritto da , il 10 Aprile, 2012 , in Personaggi Tv
le dimissioni di Renzo Bossi

text-align: justify”>le dimissioni di Renzo BossiLa famiglia Bossi esce di scena in blocco, per affrontare nel modo più indolore l’assedio di militanti e stampa al gruppo dirigente leghista. Il “cerchio magico” appartiene ormai al passato, la base invoca facce nuove e si riaprono i giochi per i posti di vertice del partito nordista: la “monarchia” di Umberto Bossi, mai messa in discussione dal lontano 1989 (anno di nascita della formazione politica autonomista), non ha retto all’impatto devastante dell’indagine sul finanziamento pubblico di ben 3 Procure della Repubblica. Al passo indietro del Senatùr, avvenuto a poche ore dalla perquisizione della sede nazionale di via Bellerio a Milano, ha fatto seguito la scelta analoga ed altrettanto clamorosa del “rampollo” Renzo, fino a poco tempo fa considerato inamovibile nell’organigramma leghista. Bossi junior (ribattezzato “Il Trota” dai suoi detrattori, sulla base di una vecchia battuta del padre), sebbene non risulti indagato, è pesantemente coinvolto nello scandalo dei fondi pubblici utilizzati per scopi privati dal tesoriere Belsito.

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I malumori all’interno della Lega erano stati domati a colpi di maggioranza dai dirigenti “padani”, inflessibili nel contenere il dissenso dei militanti stanchi del dirigismo di Bossi e i suoi stretti collaboratori. La corrente di Tosi e Maroni (i cosiddetti “Barbari Sognanti”) aveva dato voce alle proteste interne, senza tuttavia trovare ascolto ai piani alti del Carroccio. La rivoluzione è appena cominciata, ma l’allontanamento dei Bossi sembra preludere ad altre svolte, tra le quali la più attesa riguarda Rosy Mauro: la vicepresidente del Senato, al centro di imbarazzanti intercettazioni (diversi dialoghi tra protagonisti dell’inchiesta la descrivono come una delle beneficiarie dei soldi pubblici incassati dalla Lega), si trova accerchiata da avversari politici e colleghi di partito che ne chiedono le dimissioni immediate.

Una vera e propria tempesta sta quindi travolgendo quel che resta del “cerchio magico” bossiano, nonostante le attestazioni di stima che lo storico leader continua a ricevere dai suoi fratelli-coltelli di partito. Ma che ruolo hanno avuto in questa vicenda i mass media? Forse non è un caso che l’eco dello scandalo in casa Lega sia stata così trasversale, coinvolgendo tv e giornali di opposto orientamento: anche nel campo del centro-destra, notiziari e quotidiani non hanno fatto sconti, mettendo Umberto Bossi, il figlio Renzo e la stessa Rosy Mauro con le spalle al muro. Tutto questo, qualora si volesse vedere il bicchiere mezzo pieno per i sostenitori del partito nordista, significa anche che i personalismi sono stati messi da parte per il bene della causa “indipendentista”. La prima occasione utile per misurare il consenso del nuovo corso leghista saranno le elezioni amministrative, tra un mese circa: la Lega ne uscirà a pezzi o più forte di prima?